La vera esistenza comincia quando si apre il centro del cuore. Il centro del cuore è in diretto collegamento col cervello e con la mente, non può attivarsi fin quando non si impara a silenziare l'ego. La mente parla e agisce comunque, testimonia e rappresenta i numerosi spiriti che mi compongono, ma è l'ego lo spirito la cui attività NATURALMENTE si sovrappone e sostituisce a quella degli altri spiriti creando il NATURALE senso dell'individualità. L'agire dell'ego è incessante, in parte non distrugge la voce degli altri spiriti, in gran parte invece li oscura. Se gli spiriti sono oscurati come sarà mai possibile vedere il centro del cuore e accorgersi dei moltissimi centri di energia da cui è composto il corpo? Il mio corpo è uno e molti allo stesso tempo, è composto da spiriti oppure si manifesta come una unione di spiriti, bisognaa vivere in prima persona i contatti col corpo, con i corpi, gli spiriti propri e altrui per avvertirne il senso. Se non si apre il centro del cuore non si sa chi viene e chi va, chi sta davanti e chi sta dietro, quel che avviene prima e dopo, e anche questo sapere si manifesta dall' interno, lo posso anche scrivere ma non farei altro che aggiugnere una e ennesima lista di prescrizioni, di regole e doveri. Al centro del cuore non si arriva senza possedere una opportuna morale personale e e tanto meno resta aperto il centro del cuore se quella morale non viene addirittura rafforzata e raffinata, ma si tratta di criteri personali molto profondi e tutt'altro che arbitrari. Il centro del cuore fa parte del corpo profondo, quello che si estende ben oltre il corpo ordinario. Quando il centro del cuore si apre lo si avverte chiaramente ma già prima che esso si apra le parti dei corpi profondi appaiono sempre più visibili. Per alcune persone il-i corpi profondi sono visibili senza sforzo oppure rappresentabili tramite immagini senza sforzo. Sicuramente tale capacità è un dono che però resta largamente inutilizzato se non si riesce a entrare nei corpi profondi, perchè il vero contatto e senso della profondità diventa attivo quando il proprio corpo DIVENTA profondo. Gli spiriti si dissolvono se sono quelli prodotti dalla doppia reazione dell'automatismo, automatismo delle fluttuazioni. L'ego è un prodotto della doppia reazione automatica, essi sono costituiti da dense nuvole che si possono osservare negli organismi. La moralità, l'etica, danno una mano a dissolverli. Un ego dissolto non esiste più, ma per dissolverlo bisogna poterlo vedere, osservare in sè stesso come negli altri. Senza l'ego appare la reale estensione del corpo attraverso i tempi, il reale motivo del perchè dell'esistenza di diverse fisiologie componenti organismi in qualche modo unitari. Più volte il processo di dissolvimento dell'ego e di controllo-dissolvimento delle fluttuazioni va di pari passo. Le fluttuazioni si osservano ed affrontano per quel che sono come organismi reali, in eventi e situazioni reali. Il centro del cuore, se risvegliato, può conoscerle ed affrontare nell'intimo. Quando il centro del cuore comicia a placare ele fluttuazioni e l'ego, appaiono, si percepiscono, le immagini della fisiologia che esprime la grande intensità. In questo caso ciò che è reale, è essere lì mentre tutto ciò accade, alcune immagini, alcune sonorità sono tracce della loro esistenza e possono essere riprodotte come accenno, la realtà è comunque altro. Se hai la capacità di addentrarti nella vita dopo la morte, di conoscerne gli abitanti, e poi di seguire la via della continuità fin dove le fisiologie danno vita alla grande intensità, allora diventi un referente per gli spiriti che vogliono tuffarsi nella via della intensità. Gli spiriti, oltre la morte, sono molto più penetranti degli spiriti ordinari come me. Questo accade perchè le fluttuazioni cui sono soggetti sono molto meno terrose di quelle cui sono soggetto io stesso, il loro fuoco e il loro vento non vengono ostacolati ed ecco che la loro capacità di penetrare negli involucri degli altri spiriti è naturalmente istantanea, sempre che la composizione degli spiriti invasi non sia sorda al loro contatto, come di norma è la costituzione degli spiriti ordinari. Se mantieni in silenzio con facilità l'ego, se mantieni aperto sempre il centro del cuore, se vai su e giù lungo la via della continuità e resti ben fermo sulla grande intensità e ben stabilito nella tua etica e moralità, le tue fluttuazioni sono diventate molto permeabili agli spiriti che desiderano il tuo aiuto per tuffarsi nella via della continuità. Le prime volte che è avvenuto il contatto con quegli spiriti sono stato sorpreso dalla profondità e immediatezza del contatto, mi sono sentito raggiungere in luoghi di uma intensità,intimità e segretezza per me cruciali, ma per loro normali perchè il loro corpo è superleggero, vanno ovunque. Era importante per me , alla loro presenza,non aver niente da nascondere a me stesso o di cui dovermi vergognare, perchè anche loro avrebbero visto e conosciuto le mie ombre e non l'avrei tollerato. Ed ecco che loro si vanno avanti e ti chiedono, mi chiedono, se possono utilizzare il centro del cuore che tu hai aperto e contare sulla tua collaborazione per essere convogliati nella profonda continuità. Non ci vuole molto perchè avvenga tutto ciò ma il centro del cuore va volutamente aperto e lasciato attivo perchè il passaggio avvenga in modo appropriato. Inoltre il contatto diretto che avviene nel centro del cuore con lo spirito in transito è intensissimo, non bisogna averne paura. Il punto non è l'illuminazione in sè ma ciò che l'illuminazione illumina, le numerose e immense fisiologie che appaiono e la nuova strada che si dischiude con e tra loro, la continuità. Se gli spiriti non appaiono e non acquistano il loro senso e la personale moralità non diventa incrollabile allora non si ha avuto a che fare con alcuna illuminazione. In realtà non ho alcun bisogno di utilizzare il termine illuminazione e importunare così religioni millenarie. La visione, esperienza, della indicibile intensità che scaturisce dal compenetrarsi e unirsi volontario di tutte le fisiologie è quello che chiamo illuminazione pur sapendo che con l'illuminazione vera e propria non ha niente a che fare. Questa visione, contatto, esperienza che sia, viene da se quando si attivano i miei corpi non ordinari e quindi succede veramente spesso e ci sono abituato. Questa esperienza è frequente poichè essa è il legante di fondo della fisiologia della continuità e manifesta in modo attivo la sua presenza, non è nuemericamente e qualitativamente sempre la stessa esperienza, ma è il centro del cuore che viene avvolto in modi diversi dal contatto. Ci vorrebbe un termine nuovo per parlare di corpo personale senza che personale implichi il concetto di possesso e di ego. Il corpo reale comincia ad apparire quando l'ego si dissolve, si arreesta o viene conosciuto, osservato, nei minimi dettagli in modo che il suo agire resta limitato entro la sua ristretta azione senza coprire l'azione del corpo reale. L' ego continua la sua azione anche dopo la morte, per questo motivo molti esseri che dopo il decesso si vedono incentrati nell'ego, fanno molta fatica a capire di essere morti pur notando profonde trasformazioni corporee. Pensano a una strana malattia, si inventano una nuova reLTÀ, fondamentalmente soffrono moltissimo perchè scambiano l'esistenza del proprio ego per una prova inconfutabile del non essere morti. Saper silenziare la mente aiuta a far emergere la presenza dell'ego dato che di solito si attribuisce alla mente la produzione automatica della propria individualità e dei propri pensieri. Ma la mente e il cervello sono solo degli esecutori di ordini che provengono dall'ego. Quando la mente viene silenziata l'ego assume una forma e un aspetto e una presenza definita, percepibile e osservabile anche nella vita ordinaria. Uno dei modi in cui può apparire è quella di una moltitudine di spiriti quasi lacerati dal bisogno e dal desiderio di agire, la loro azione è per lo più una infinita reazione al proprio esistere in un ambiente da cui si sentono drammaticamente separati, praticamente espulsi. L'ego è così per natura, non ha un fine o un progetto da perseguire, si muove in automatico. Per fermare l'agire dell'ego bisogna avere una netta comprensione della sua origine perchè è su questa origine che è possibile agire in qualche modo. L'ego compare perchè per qualche motivo i corpi esistenti nel profondo perdono di intensità-concentrazione, questa perdita implica il sorgere di fluttuazioni corporee sempre più automatiche e difficili da riassorbire che naturalmente organizzano nuovi organismi del tutto connessi con i corpi profondi ma ignari della loro esistenza. Per fermare l'ego bisogna essere capaci di recuperare parte della concentrazione-intensità profonda. La concentrazione di cui parlo è una capacità immanente di ogni minimo punto tanto della realtà profonda che di quella ordinaria. Bisogna che ognuno sviluppi il proprio stile di concentrazione tenendo ben presente che l'obiettivo è arrestare l'agire dell'ego e di lasciarlo poi là ad agire non in modo automatico. Ogni spirito che cessa la propria azione automatica comincia ad agire in modo consapevole per la concentrazione-intensificazione reciproca. Qualsiasi forma di automatismo impedisce la percezione della realtà e lo sviluppo del corpo reale. Le seguenti parole sono scritte per coloro che in qualche modo VEDONO, SENTONO. Tra coloro che vedono ci sono quelli come me, che più o meno da sempre nella loro vita hanno visto e intimamente saputo con certezza dell'esistenza del lieto fine, ovvero della esistenza della grande intensità che tutto assorbe e unisce, meglio, raggruppa. Non solo da sempre sono a contatto con gli infiniti esseri presenti fuori e dentro l'intensità. Fin quando l'Ego agisce in modo automatico le visioni della intensità e degli infiniti esseri sono, per quanto possano essere chiare e forti, incostanti, disturbate, incerte nel significato, presenti e sfuggenti allo stesso tempo, si può essere indotti, suggestionati, a ritenerle pura immaginazione. Ma quando l'automatismo dell'ego si indebolisce o cessa, la grande intensità e gli infiniti corpi in essa contenuti sprigionano la loro impressionante fisiologia che è anche la fisiologia della realtà ordinaria. Non posso parlare di un processo di conoscenza o percezione che si sviluppa in modo certo e dimostrabile, poichè la certezza dell'esistenza è presente dall'inizio. Piuttosto le fisiologie di fisiologie si manifestano lungo percorsi, luoghi ed esistenze sempre più dettagliati e precisi a seconda della concentrazione che riesce a raggiungere il mio corpo, il corpo che contiene anche quello ordinario. L'agire dell'ego deconcentra il corpo originario, ma anche le numerosissime fluttuazioni della realtà ordinaria lo deconcentrano. In pratica è il deconcentrarsi di numerosi corpi che partecipano alla grande intensità che origina l'automatismo delle fluttuazioni e quindi anche dell'ego. Ma nell'esistente la concentrazione è molto più attiva e diffusa della concentrazione, inoltre entrambe sono estremamente connesse. Se uno che ha già visioni accede alla concentrazione senza ricorrere alla autosuggestione, assiste nell'intimo del proprio corpo al manifestarsi dei modi di esistenza dei corpi capaci di intensificarsi e si unisce a quelli senza cancellare se stesso. l'intimo del proprio corpo si attiva solo se il centro del cuore è stabilmente funzionante. Bisogna tener presente che il centro del cuore si attiva al ridursi degli automatismi dell'ego e quindi, il centro del cuore si manifesta come uno spirito che agisce assieme ad altri spiriti che desiderano percorrere la continuità. Questi spiriti non hanno a che fare con gli spiriti ordinari, quelli che sono a portata di ego e che l'ego identifica come individualità, anzi spesso se non sempre si percepisce che il centro del cuore-proprio viene utilizzato da spiriti-fisiologie esterne. Non solo, il centro del cuore e la propria-profondità si manifestano tramite la fisiologia di altre entità o completamente interconnesse alla fisiologia di altre entità. Questo modo cangiante e mutevole di percepirsi in profondità, lungo il percorso della continuità, è il modo in cui avviene la più o meno progressiva fusione e interconnessione profonda tra le fisiologie capaci di esprimere intensità in modo sempre più stabile. Tutto ciò è concentrazione. Nella concentrazione profonda si è estremamente attivi con molti altri esseri. A differenza della realtà ordinaria non si sviluppano nuove amicizie, si entra nell'intimo di altri esseri e reciprocamente con una immediatezza impressionante, almeno all'inzio, e questo avviene in una atmosfera in intensificazione e sicurezza. Non si tratta comunque di un processo lineare, le interruzioni sono frequenti e spesso molto significative. Tutto è in relazione intima e in qualche modo unito nella grande intensità. Per qualche motivo che io non vedo, una parte degli esseri vive il processo della progressiva perdita di intensità. Si tratta di un processo avvertito come automatico cioè costituito da automatismi, ma il senso della perdita della intensità è proprio quello di passare allo stato automatico, fluttuazioni automatiche ecc, che per altro posso ben vedere. Che si tratti del cosmo che nasce, di esseri che si oscurano, di un problema misterioso della intensità, è un problema che non mi interessa. Io so che esiste intensa e radicata l'intensità e ad essa voglio tornare e così scopro quella che è la mia grande fortuna, ovvero avvertire l'intensità come presenza nella mia realtà ordinaria. Vedere la grande intensità e basta non mi aiuta a tornare a lei, mi incoraggia e basta, e non è poco. Una volta che mi sono liberato dal peso dell'ego posso vedere e sentire in me l'intensità accanto agli automatismi-fluttuazioni. Devo concentrarmi sulla intensità, qualsiasi cosa voglia implicare questa concentrazione e lasciar fare alla intensità-concentrazioe. Nella pratica del mio intimo, concentrazione e intensità vengono a coincidere. Anzi la concentrazione, una incredibile forte concentrazione precede l'intensità e si completa in essa quando in qualche suo modo capisce che la concentrazione e la intensità sono esistenze reali e fisiche tanto nell'ordinario che nella continuità. Quindi è il corpo ordinario che deve impregnarsi di intensità per poterla raggiungere prima o poi, io e tutti gli spiriti che si affollano attorno a me. In qualche modo non spiegabile riesco a concentrare tutte le numerosissime mie percezioni non ordinarie e immetterle nel mio corpo ordinario. Lo posso fare stando a sedere su una sedia o utilizzando alcune degli asana di meditazione dello hatha yoga. Preferisco la concentrazione in posizione yogica poichè riesce ad investire tutti i punti di attivazione del corpo ordinario e i canali che congiungono il corpo ordinario agli altri corpi, Sulla sedia la concentrazione si estende con molta più lentezza e debolezza rimanendo per lo più concentrata nella zona del cuore e del cervello. Inoltre gli asana di meditazione sviluppano una costante pressione che si irradia come una sfera attorno al bacino, questa pressione esalta gli effetti della concentrazione. Se la concentrazione è effettivamente costante, e forte essa aumenta l'attivazione di tutti i punti del corpo e dei detti canali in modo che l'intensità non ordinaria fluisce via via sempre più forte nella fisiologia ordinaria. Conoscendo già l'intensità non faccio fatica a riconoscerla, ma riceverla all'interno dello stesso corpo ordinario è una esperienza indescrivibile. L'intensità modifica il corpo ordinario e il corpo ordinario diventa qualcos'altro. Unire l'intensità al corpo ordinario significa ripristinare la condizione di esistenza migliore per qualsiasi fisiologia. il corpo ordinaario da solo, senza l'aiuto attivo, la presenza dell'intensità, non può unirsi all'intensità, che è lo stato di grazia del vivere. Il centro del cuore, il cervello, il ventre che se già attivati assumono molte altre forme, al contatto prolungato dell'intensità irradiano luce accecante e bianca e si flettono ed anche la espandono all'infuori inglobando via via altri corpi profondi. In questo stato si possono osservare gli spiriti che ci compongono ed altri spiriti che entrano ed escono nella luminosità di questo nuovo organismo che siamo diventati. La composizione di qualsiasi fisiologia è stabile e mutevole al tempo stesso, gli spiriti si uniscono nei corpi seguendo una loro successione. Se siamo molto concentrati noi stessi possiamo vedere che la nostra percezione è fortemente condizionata dallo spirito presente in un dato periodo. Il passaggio degli spiriti nella mente procede quasi in modo orario e la loro entrata e la loro uscita può essere vista, come l'influenza da loro esercitata. Questi spiriti fluiscono in modo coordinato con tutti gli altri esseri, non solo con gli astri e le stelle. E fluiscono tutti in modo coordinato tra loro perchè sono, siamo, tutti uniti-unificati anche se può non sembrare. La concentrazione è visione è intensità. Quando l'intensità-concentrazione è pronta può essere applicata nei cosiddetti asana di meditazione con grande profitto. In questi asana l' intensità illumina tutta la percezione-fisiologia ordinaria e si avvia un dialogo tra spiriti. L'intensità via via viene percepita in modo più dettagliato, quando si è pronti alla comprensione. Ogni spirito-energia diventa nel suo peculiare modo più intenso. Gli organi profondi e i centri di energia anche se già attivi, possono conoscere sorprendenti trasformazioni, vanno incontro a una sorta di super-attivazione. Le visioni si susseguono velocemente, il collegamento e la relazione tra i corpi diventa evidente. L'ntensità ha una sua fisiologia e la fisiologia esiste anche nello stato di intensità. Quando nello stato di concentrazione veicolo al mio interno intensità, in effetti faccio entrare nel mio corpo il il corpo dell'intensità, che è uno spirito. Posso vedere toccare e comunicare con il corpo dell'intensità e così scopro che sono molti i corpi dell'intensità mentre l'intensità stessa non varia. La corporeità intensa persiste attorno a me durante la concentrazione, i suoi corpi fluttuano vicino a me ed entrano ed escono dal mio. Gli spiriti del mio corpo entrano via via tutti in contatto con l'intensità e ogni spirito da vita nella fase di contatto a profonde e mutevoli percezioni. I punti di attivazione disseminati nel mio corpo diventano addirittura fonti di intensità, luoghi fisici dai quali l'intensità fluisce nel mio corpo, fluisce provocando la duplice percezione di flusso di intensità e flusso di corpi intensi. In particolare osservo lo stabilirsi di un flusso continuo che parte dalle ginocchia e risale dal peritoneo, lungo l'ano, il ventre, il plesso solare, il cuore-polmoni, la gola, e infine il cervello, il flusso coinvolge molti dei punti di attivazione contenuti in questi organi. Ogni area corporea attivata dà vita a percezioni di intensità identiche e diverse al tempo stesso. L'intensità è così persistente che al suo svanire posso avere degli scompensi emozionali e questo succede perchè in condizioni normali per natura l'ego crede, erroneamente, di essere l'unico referente di tutte le emozioni. È opportuno quindi avere una certa dimestichezza con la dissipazione dell'ego, in modo che dopo il primo forte impatto emotivo l'ego lasci la fluttuazione emotiva diluirsi in tutti i propri spiriti. In fase di concentrazione si hanno moltissime estasi, eccitazioni erotiche, fusioni con altri corpi e tentativi di contatti con altri spiriti. Tutti questi accadimenti non vanno assolutamente attribuiti a se stessi come ego ma vanno attribuiti alla esistenza della intensità da cui lo stesso ego si lascia modificare. Anche se è difficile da capire, il fatto che l'ego si lasci modificare dall'intensità è un punto centrale della etica personale, senza questa comprensione-convinzione l'esperienza dell'intensità è quasi nulla. Ognuno è libero di raggiungere come vuole quella convinzione, l'importante è evitare forme di autosuggestione le quali non portano a nulla. Una precisazione per non generare equivoci: le eccitazioni erotiche si possono avere poichè quando i punti di attivazione del peritoneo e dell'ano diventano porte attraverso quali fluisce l'intensità con i propri corpi, che sono anche i miei, il corpo ordinario avverte anche del piacere erotiche per via della collocazione naturale dei punti di attivazione in questione. Se si sa dirigere l'eroticità della percezione e unirla con l'intensità stessa allora il processo di intensificazione continua, altrimenti se l'ego vuole per se stesso il godimento allora il processo di attivazione smarrisce il suo scopo e si arresta. In altre parole direi che è fondamentale poter dialogare intimamente col proprio ego, col proprio corpo e con le proprie emozioni per poter affrontare il cammino extra ordinario della intensità. Tutto ciò che succede avviene nell'ambito dell'energia, o meglio delle fluttuazioni e non nello spazio e nel tempo. Dopo, quando le fluttuazioni si sono unificate, ciò che avviene sembra immobile pur muovendosi e mutando. L'intensità talvolta mi raggiunge indipendentemente dal mio volere. Allora flotti di immagini impetuose, coloratissime mi attraversano in modo fulmineo, poi mi trovo felice, esausto e iperenergetico allo stesso tempo. Apparentemente mi sento come quando vengo in contatto diretto con degli spiriti esterni alla sfera ordinaria. Non esiste alcuna somiglianza con la pace che si percepisce stimolando la ghiandola pineale poichè è evidente che sono attraversato da un altro corpo, quello della intensità. Non c'è niente di meglio per conoscere la mutevole fisiologia della intensità che venire in contatto con essa in modo involontario. Quando sono in concentrazione l'intensità crea letteralmente il suo corpo col e nel mio e da quel corpo procede la concentrazione rafforzandosi indipendentemente dal mio volere. Ad un certo punto il mio corpo ordinario semplicemente non regge più l'intensità del nuovo corpo e deve uscire dalla concentrazione. Anche oggi gli spiriti sono venuti a ringraziarmi per averli accolti e ascoltati e aiutati. Mentre li dipingo cambiano il loro stato, utilizzano i miei centri per completare la loro strada, perchè loro sanno che bisogna imparare a vivere nella fisiologia delle fisiologie. Ma i corpi degli altri devono essere consapevoli, pronti e disponibili per poter agire insieme. Quando un essere apre i suoi centri all'intensità li apre automaticamente a molti spiriti che pur evolvendo sulla via della continuità hanno bisogni particolari che solo il contatto con un altro spirito disponibile può dare. Per esempio per stabilizzare e placare le fluttuazioni possono aver bisogno dei centri di attivazione di altri esseri disponibili. Da sempre quando disegno, dipingo, suono, mi concentro, molti spiriti mi raggiungono perchè nello svolgimento di quelle attività l'ego non blocca l'entrate e le uscite della percezione. Comunque spiriti in condizioni molto particolare mi possono raggiungere praticamente sempre.