La vera esistenza comincia quando si apre il centro del cuore.

Il centro del cuore è in diretto collegamento col cervello e con la mente,

non può attivarsi fin quando non si impara a silenziare l'ego.

La mente parla e agisce comunque, testimonia e rappresenta i numerosi

spiriti che mi compongono, ma è solo l'ego lo spirito la cui attività

NATURALMENTE si sovrappone e sostituisce a quella degli altri spiriti

creando il NATURALE senso dell'individualità. L'agire dell'ego è

incessante, in parte non distrugge la voce degli altri spiriti, in gran parte

invece li oscura. Se gli spiriti sono oscurati come sarà mai possibile

vedere il centro del cuore e accorgersi dei moltissimi centri di attivazione

da cui è composto il corpo?

Il mio corpo è una molteplicità di corpi simultanei, è composto da spiriti oppure

si manifesta come una unione di spiriti, bisogna vivere in prima persona

i contatti col corpo, con i corpi, gli spiriti propri e altrui per avvertire

il senso del loro vivere.

Se non si apre il centro del cuore non si sa chi viene e chi va, chi sta davanti e

chi sta dietro, quel che avviene prima e dopo, e anche questo sapere si manifesta dall'interno, ne potrei anche scrivere ma non farei altro che compilare una ennesima lista

di prescrizioni, di regole e doveri.

Al centro del cuore non si arriva senza

possedere una opportuna morale personale e tanto meno resta aperto il centro

del cuore se quella morale non viene addirittura rafforzata e raffinata, ma si

tratta di una morale molto personale e profonda, tutt'altro che arbitraria.

Il centro del cuore fa parte del corpo profondo, quello che si estende ben oltre

il corpo ordinario. Quando il centro del cuore si apre lo si avverte

chiaramente ma già prima che esso si apra le parti dei corpi profondi appaiono

sempre più visibili. Per alcune persone il-i corpi profondi sono visibili senza

sforzo oppure rappresentabili tramite immagini. Sicuramente tale

capacità è un dono che però resta largamente inutilizzato se non si riesce a entrare

nei corpi profondi, perchè il vero contatto e senso della profondità diventa

attivo quando il proprio corpo ordinario DIVENTA profondo.


Gli spiriti prodotti dalla doppia reazione dell'automatismo e quelli prodotti dall’automatismo delle fluttuazioni si dissolvono.

Anche l’ego è un prodotto della doppia reazione automatica, l’ego e gli altri spiriti automatici

sono costituiti da dense nuvole che si possono osservare negli organismi. La moralità, l'etica, danno

una mano a dissolverli. Un ego dissolto non esiste più, ma per dissolverlo

bisogna poterlo vedere, osservare in sè stesso come negli altri esseri.

Senza l'ego appare la reale estensione del corpo attraverso i tempi, solo allora si comprende il reale motivo del perchè dell'esistenza di diverse fisiologie componenti organismi

in qualche modo definibili come unitari.


I processi di dissolvimento dell'ego

e del controllo-dissolvimento delle fluttuazioni sono due processi paralleli.

Le fluttuazioni si osservano ed affrontano per quel che sono: organismi reali che provocano

eventi e situazioni reali.

Il centro del cuore, se risvegliato, può riconoscer le fluttuazioni ed affrontarle nell'intimo.

Quando il centro del cuore comincia a placare le fluttuazioni e l'ego,

le immagini della fisiologia che esprime la grande intensità cominciano ad apparire,

In questo caso ciò che è reale, è essere lì mentre tutto ciò accade; alcune immagini,

alcune sonorità sono tracce della loro esistenza e possono essere riprodotte

come accenno, la realtà è comunque altro.


Se hai la capacità di addentrarti nella vita dopo la morte, di conoscerne gli abitanti,

e poi di seguire la via della continuità fin dove le fisiologie danno vita alla grande

intensità, allora diventi un referente per gli spiriti che vogliono tuffarsi

nella via della intensità. Gli spiriti, oltre la morte, sono molto più

penetranti degli spiriti ordinari -una persona è uno spirito ordinario. Questo accade perchè le fluttuazioni cui sono soggetti gli spiriti dopo la morte sono molto meno terrose di quelle cui sono soggette le persone, il loro fuoco e il loro vento non vengono ostacolati dalla terra ed ecco che la loro capacità

di penetrare negli involucri degli altri spiriti è naturalmente istantanea.

La composizione degli spiriti ordinari come le persone, resta sorda al loro contatto proprio per via della componente terrosa.


Se mantieni l’ego in silenzio con facilità, se mantieni aperto sempre il centro del cuore, se vai su e giù lungo

la via della continuità e resti ben fermo vicino la grande intensità intensità e ben stabilito

nella tua etica e moralità, le tue fluttuazioni sono diventate molto permeabili

agli spiriti che desiderano il tuo aiuto per tuffarsi nella via della

continuità. Le prime volte che è avvenuto il contatto con quegli spiriti

sono stato sorpreso dalla profondità e immediatezza del contatto, mi sono

sentito raggiungere in luoghi di una intensità,intimità e segretezza per me cruciali,

ma per loro normali perchè il loro corpo è superleggero, vanno ovunque.

Era importante per me , alla loro presenza,non aver niente da nascondere a me stesso o di cui dovermi vergognare, perchè anche loro avrebbero visto e conosciuto le mie ombre e non l'avrei

tollerato. Ed ecco che loro si vanno avanti e mi chiedono, se possono

utilizzare il centro del cuore che ho aperto e contare sulla mia collaborazione

per essere convogliati nella profonda continuità. Non ci vuole molto perchè avvenga

tutto ciò ma il centro del cuore va volutamente aperto e lasciato attivo perchè

il passaggio avvenga in modo appropriato. Inoltre il contatto diretto che avviene

nel centro del cuore con lo spirito in transito è intensissimo, non bisogna averne

paura.


Il punto non è l'illuminazione in sè ma ciò che l'illuminazione illumina,

le numerose e immense fisiologie che appaiono e la nuova strada che si dischiude

con e tra loro: la strada della la continuità. Se gli spiriti non appaiono e non acquistano il loro senso e la loro moralità non si forma allora non si ha avuto a che fare

con alcuna illuminazione.

In realtà non ho alcun bisogno di utilizzare il termine illuminazione e importunare così

religioni millenarie. La visione, esperienza, della indicibile intensità che scaturisce

dal compenetrarsi e unirsi volontario di tutte le fisiologie è quello che chiamo

illuminazione pur sapendo che con l'illuminazione vera e propria non ha niente a che

fare.

Questa visione, contatto, esperienza che sia, viene da sè quando si attivano i miei corpi

non ordinari, essa è il legante di fondo della fisiologia della

continuità e manifesta in modo attivo la sua presenza, non è numericamente e qualitativamente

sempre la stessa esperienza, ma è il centro del cuore che viene avvolto

in modi diversi dal suo contatto.


Ci vorrebbe un termine nuovo per parlare di corpo personale senza che personale

implichi il concetto di possesso e di ego.

Il corpo reale comincia ad apparire quando l'ego si dissolve, si arresta o viene

conosciuto, osservato, nei minimi dettagli in modo che il suo agire resta limitato

entro la sua ristretta azione senza coprire l'azione del corpo reale.

L' ego continua la sua azione anche dopo la morte, per questo motivo molti esseri

che dopo il decesso si vedono incentrati nell'ego, fanno molta fatica a capire di essere

morti pur notando profonde trasformazioni corporee. Pensano a una strana malattia,

si inventano una realtà fittizia, fondamentalmente soffrono moltissimo perchè scambiano l'esistenza

del proprio ego per una prova inconfutabile del non essere morti.

Saper silenziare la mente aiuta a far emergere la presenza dell'ego.

Ma la mente e il cervello sono solo degli

esecutori di ordini che provengono dall'ego. Quando la mente viene silenziata

l'ego assume una forma e un aspetto e una presenza definita, percepibile e

osservabile anche nella vita ordinaria. Uno dei modi in cui l’ego può apparire è

quella di una moltitudine di spiriti quasi lacerati dal bisogno e dal desiderio

di agire, la loro azione è per lo più un’ infinita reazione al proprio

esistere in un ambiente da cui si sentono drammaticamente separati,

praticamente espulsi. L'ego è così per natura, non ha un fine o un progetto da

perseguire, si muove in automatico. Per fermare l'agire dell'ego bisogna avere

una netta comprensione della sua origine perchè è su questa origine che è possibile

agire in qualche modo. L'ego compare perchè per qualche motivo i corpi

esistenti nel profondo perdono di intensità-concentrazione, questa perdita

implica il sorgere di fluttuazioni corporee sempre più automatiche e difficili

da riassorbire che naturalmente organizzano nuovi organismi del tutto connessi

con i corpi profondi ma ignari della loro esistenza. Per fermare l'ego bisogna

essere capaci di recuperare parte della concentrazione-intensità profonda.

La concentrazione di cui parlo è una capacità immanente di ogni minimo punto

tanto della realtà profonda che di quella ordinaria. Bisogna che ognuno

sviluppi il proprio stile di concentrazione tenendo ben presente che l'obiettivo

è arrestare l'agire dell'ego e di lasciarlo poi là ad agire non in

modo automatico. Ogni spirito che cessa la propria azione automatica comincia

ad agire in modo consapevole per la concentrazione-intensificazione reciproca degli altri spiriti.

Qualsiasi forma di automatismo impedisce la percezione della realtà e lo

sviluppo del corpo reale.


Questo scritto è dedicato a coloro che in qualche modo spontaneamente VEDONO, SENTONO.

Tra coloro che vedono ci sono quelli come me, che più o meno da sempre nella loro

vita hanno visto e intimamente saputo con certezza dell'esistenza del lieto fine,

ovvero della esistenza della grande intensità che tutto assorbe e unisce,

raggruppa. Non solo da sempre sono a contatto con gli infiniti esseri presenti

fuori e dentro l'intensità. Fin quando l'Ego agisce in modo automatico le visioni

della intensità e degli infiniti esseri sono, per quanto possano essere chiare

e forti, incostanti, disturbate, incerte nel significato, presenti e sfuggenti allo

stesso tempo, si può essere indotti, suggestionati, a ritenerle pura immaginazione.

Ma quando l'automatismo dell'ego si indebolisce o cessa, la grande intensità e gli infiniti

corpi in essa contenuti sprigionano la loro impressionante fisiologia che è anche la vera

fisiologia della realtà ordinaria. Non posso parlare di un processo di conoscenza

o percezione che si sviluppa in modo certo e dimostrabile, poichè la certezza

dell'esistenza è per me presente dall'inizio.

Le fisiologie di fisiologie si manifestano

lungo percorsi, luoghi ed esistenze sempre più dettagliati e precisi a seconda della

concentrazione che riesce a raggiungere il mio corpo non ordinario che è il corpo che contiene anche il mio corpo ordinario. L'agire dell'ego deconcentra il corpo non ordinario e isola il corpo ordinario da quello non ordinario.

In pratica è il deconcentrarsi

di numerosi corpi non ordinari che partecipano alla grande intensità ad originare l'automatismo

delle fluttuazioni e quindi anche dell'ego. Tuttavia nel REALE la concentrazione è

molto più attiva e diffusa della deconcentrazione, inoltre entrambe sono estremamente

connesse. Se uno ha già spontaneamente visioni, allora accede alla concentrazione senza ricorrere alla autosuggestione, assiste nell'intimo del proprio corpo al manifestarsi dei modi

di esistenza dei corpi capaci di intensificarsi e si unisce a quelli senza cancellare

se stesso. L'intimo del proprio corpo si attiva solo se il centro del cuore è stabilmente

funzionante. Bisogna tener presente che il centro del cuore si attiva al ridursi

degli automatismi dell'ego e solo allora il centro del cuore si manifesta come uno spirito

che agisce assieme ad altri spiriti che desiderano percorrere la continuità.

Questi spiriti non hanno a che fare con gli spiriti ordinari, quelli che sono

a portata di ego e che l'ego identifica come individualità, anzi spesso se non sempre

si percepisce che il centro del cuore-proprio viene utilizzato da spiriti-fisiologie

esterne. Non solo, il centro del cuore e la propria-profondità si manifestano

tramite la fisiologia di altre entità o completamente interconnesse alla fisiologia

di altre entità. Questo modo cangiante e mutevole di percepirsi in profondità,

lungo il percorso della continuità, è il modo in cui avviene la più o meno

progressiva fusione e interconnessione profonda tra le fisiologie capaci di esprimere

intensità in modo sempre più stabile. Tutto ciò è concentrazione.

Nella concentrazione profonda si è estremamente attivi con molti altri esseri.

A differenza della realtà ordinaria non si sviluppano nuove amicizie, si entra nell'intimo

di altri esseri e reciprocamente con una immediatezza impressionante, almeno all'inizio,

e questo avviene in una atmosfera di intensificazione e sicurezza. Non si tratta comunque

di un processo lineare, le interruzioni sono frequenti e spesso molto significative.


Tutto è in relazione intima e in qualche modo unito nella grande intensità.

Per qualche motivo che io non vedo, una parte degli esseri vive il processo

della progressiva perdita di intensità. Si tratta di un processo avvertito come

automatico cioè costituito da automatismi, il senso della perdita della intensità

è proprio quello di passare allo stato automatico composto da fluttuazioni automatiche che

posso ben vedere. Che si tratti del cosmo che nasce, di esseri che si

oscurano, di un problema misterioso della intensità, è un problema che non mi interessa.

Io so che esiste l'intensità e ad essa voglio tornare e così scopro

quella che è la mia grande fortuna, ovvero avvertire l'intensità come presenza nella

mia realtà ordinaria. (Vedere la grande intensità e basta non mi aiuta solo a tornare a lei,

mi incoraggia, non è poco.) Una volta che mi sono liberato dal peso dell'ego,

posso vedere e sentire in me la presenza dell’intensità accanto agli automatismi-fluttuazioni.

Devo concentrarmi sulla intensità, qualsiasi cosa voglia implicare questa

concentrazione e lasciar fare alla intensità-concentrazioe. Nella pratica del

mio intimo, concentrazione e intensità vengono a coincidere. Anzi la concentrazione,

una incredibile forte concentrazione, precede l'intensità e si completa in essa quando

in qualche suo modo capisce che la concentrazione e la intensità sono esistenze

reali e fisiche tanto nell'ordinario che nella continuità. Quindi è il corpo ordinario

che deve impregnarsi di intensità per poterla raggiungere prima o poi, io e tutti

gli spiriti che si affollano attorno a me.


In qualche modo non spiegabile riesco a concentrare tutte le numerosissime mie percezioni

non ordinarie e immetterle nel mio corpo ordinario. Lo posso fare stando a sedere su una

sedia o utilizzando alcune degli asana di meditazione dello hatha yoga.

Preferisco la concentrazione in posizione yogica poichè riesce ad investire tutti i punti

di attivazione del corpo ordinario e i canali che congiungono il corpo ordinario agli altri corpi non ordinari.

Sulla sedia la concentrazione si estende con molta più lentezza e debolezza rimanendo per lo più

concentrata nella zona del cuore e del cervello. Inoltre gli asana di meditazione

sviluppano una costante pressione che si irradia come una sfera attorno al bacino, questa

pressione esalta gli effetti della concentrazione. Se la concentrazione è effettivamente costante,

e forte essa aumenta l'attivazione di tutti i punti del corpo e dei detti canali in modo che

l'intensità non ordinaria fluisce via via sempre più forte nella fisiologia ordinaria.

Conoscendo già l'intensità non faccio fatica a riconoscerla, ma riceverla all'interno dello stesso

corpo ordinario è una esperienza indescrivibile.


L'intensità modifica il corpo ordinario e il corpo ordinario diventa qualcos'altro.

Unire l'intensità al corpo ordinario significa ripristinare la condizione di esistenza migliore

per ogni fisiologia. Il corpo ordinario da solo, senza l'aiuto attivo, la presenza,

dell'intensità, non può unirsi all'intensità che è lo stato di grazia del vivere.

Il centro del cuore, il cervello, il ventre, se già attivati assumono molte altre forme,

al contatto prolungato dell'intensità, successivamente irradiano luce accecante e bianca, si flettono ed espandono all'infuori inglobando via via altri corpi profondi. In questo stato si possono osservare

gli spiriti che ci compongono ed altri spiriti che entrano ed escono nella luminosità di

questo nuovo organismo che siamo diventati.


La composizione di qualsiasi fisiologia è stabile

e mutevole al tempo stesso, gli spiriti si uniscono nei corpi seguendo una loro successione.

Se siamo molto concentrati noi stessi possiamo vedere che la nostra percezione è fortemente

condizionata dallo spirito presente in un dato periodo. Il passaggio degli spiriti nella

mente procede quasi in modo orario e la loro entrata e la loro uscita può essere vista, come

l'influenza da loro esercitata. Questi spiriti fluiscono in modo coordinato con tutti gli altri esseri,

non solo con gli astri e le stelle. E fluiscono tutti in modo coordinato tra loro perchè sono,

siamo, tutti uniti-unificati anche se può non sembrare.


La concentrazione è visione, è intensità. Quando l'intensità-concentrazione è pronta può essere applicata nei cosiddetti asana di meditazione con grande profitto. In questi asana l'

intensità illumina tutta la percezione-fisiologia ordinaria e si avvia un dialogo

tra spiriti. L'intensità via via viene percepita in modo più dettagliato, quando

si è pronti alla comprensione. Ogni spirito-energia diventa nel suo peculiare modo più

intenso. Gli organi profondi e i centri di energia anche se già attivi, possono

conoscere sorprendenti trasformazioni, vanno incontro a una sorta di super-attivazione.

Le visioni si susseguono velocemente, il collegamento e la relazione tra i corpi diventa

evidente.


L'intensità ha una sua fisiologia e la fisiologia esiste anche nello stato di intensità.

Quando nello stato di concentrazione veicolo al mio interno intensità, in effetti

faccio entrare nel mio corpo quello dell'intensità, che è uno spirito.

Posso vedere toccare e comunicare con il corpo dell'intensità e così scopro

che sono molti i corpi dell'intensità mentre l'intensità stessa non varia. La

corporeità intensa persiste attorno a me durante la concentrazione, i suoi corpi

fluttuano vicino a me ed entrano ed escono dal mio.

Gli spiriti del mio corpo entrano via via tutti in contatto con l'intensità e ogni

spirito da vita nella fase di contatto a profonde e mutevoli percezioni.

I punti di attivazione disseminati nel mio corpo diventano addirittura fonti

di intensità, luoghi fisici dai quali l'intensità fluisce nel mio corpo, fluisce

provocando la duplice percezione di flusso di intensità e flusso di corpi intensi.

In particolare osservo lo stabilirsi di un flusso continuo che parte dalle ginocchia

e risale dal peritoneo, lungo l'ano, il ventre, il plesso solare, il cuore-polmoni,

la gola, e infine il cervello, il flusso coinvolge molti dei punti di attivazione

contenuti in questi organi. Ogni area corporea attivata dà vita a percezioni di intensità

identiche e diverse al tempo stesso. L'intensità è così persistente che al suo svanire

posso avere degli scompensi emozionali e questo succede perchè in condizioni normali

per natura l'ego crede, erroneamente, di essere l'unico referente di tutte le emozioni.

È opportuno quindi avere una certa dimestichezza con la dissipazione dell'ego, in modo

che dopo il primo forte impatto emotivo l'ego lasci la fluttuazione emotiva diluirsi

in tutti i propri spiriti.

In fase di concentrazione si hanno moltissime estasi, eccitazioni erotiche,

fusioni con altri corpi e tentativi di contatti con altri spiriti. Tutti questi accadimenti

non vanno assolutamente attribuiti a se stessi come ego ma vanno attribuiti alla

esistenza della intensità da cui lo stesso ego si lascia modificare.

Anche se è difficile da capire, il fatto che l'ego si lasci modificare dall'intensità

è un punto centrale della etica personale, senza questa comprensione-convinzione l'esperienza

dell'intensità è quasi nulla. Ognuno è libero di raggiungere come vuole quella convinzione,

l'importante è evitare forme di autosuggestione le quali non portano a nulla.

Una precisazione per non generare equivoci: le eccitazioni erotiche si possono avere poichè

quando i punti di attivazione del peritoneo e dell'ano diventano porte attraverso quali

fluisce l'intensità con i propri corpi, che sono anche i miei, il corpo ordinario avverte

anche del piacere erotico per via della collocazione naturale dei punti di attivazione

in questione. Se si sa dirigere l' eroticità della percezione e unirla con l'intensità

stessa allora il processo di intensificazione continua, altrimenti se l'ego vuole per se

stesso il godimento allora il processo di attivazione smarrisce il suo scopo e si arresta.

In altre parole direi che è fondamentale poter dialogare intimamente col proprio ego, col

proprio corpo e con le proprie emozioni per poter affrontare il cammino extra ordinario

della intensità.


Tutto ciò che succede avviene nell'ambito dell'energia, o meglio delle fluttuazioni e

non nello spazio e nel tempo. Dopo, quando le fluttuazioni si sono unificate, ciò che

avviene sembra immobile pur muovendosi e mutando.


L'intensità talvolta mi raggiunge indipendentemente dal mio volere.

Allora flotti di immagini impetuose, coloratissime mi attraversano in modo fulmineo,

poi mi trovo felice, esausto e iperenergetico allo stesso tempo. Apparentemente mi

sento come quando vengo in contatto diretto con degli spiriti esterni alla sfera

ordinaria. (Non esiste alcuna somiglianza con la pace che si percepisce con la pratica della stimolazione della ghiandola pineale poichè mi è evidente che sono attraversato da un altro corpo, quello della intensità. ) Non c'è niente di meglio per conoscere la mutevole fisiologia

della intensità che venire in contatto con essa in modo involontario.


Quando sono in concentrazione l'intensità crea letteralmente il suo corpo col e nel mio corpo e da quel nuovo corpo procede la concentrazione rafforzandosi indipendentemente dal mio volere.

Ad un certo punto, talvolta, il mio corpo ordinario semplicemente non regge più l'intensità del nuovo corpo e deve uscire dalla concentrazione.


Anche oggi gli spiriti sono venuti a ringraziarmi per averli accolti e ascoltati e aiutati.

Mentre li dipingo cambiano il loro stato, utilizzano i miei centri per completare la loro

strada, perchè loro sanno che bisogna imparare a vivere nella fisiologia delle fisiologie. Ma i

corpi degli altri devono essere consapevoli, pronti e disponibili per poter agire insieme.

Quando un essere apre i suoi centri all'intensità li apre automaticamente a molti spiriti che pur

evolvendo sulla via della continuità hanno bisogni particolari che solo il contatto con un

altro spirito disponibile può dare. Per esempio per stabilizzare e placare le fluttuazioni

alcuni spiriti possono aver bisogno dei centri di attivazione di altri esseri disponibili.

Da sempre quando disegno, dipingo, suono, mi concentro, molti spiriti mi raggiungono perchè nello svolgimento di quelle attività il mio ego non blocca l'entrate e le uscite della

percezione. Comunque spiriti in condizioni molto particolare mi possono raggiungere

praticamente sempre.



SECONDA parte



Gli automatismi vanno riconosciuti, controllati, indirizzati e lasciati così fluttuare

fino al loro esaurimento.

È commovente osservare gli spiriti che mi chiedono di prenderli con me quando l'intensità

mi raggiunge in fase di concentrazione. Mi prendono per mano, addirittura.

A volte mi prendono la mano mentre sono sveglio per ringraziarmi di averli intensificati o ascoltati dipingendoli.

L'altra notte sono stato investito da qualche entità che è entrata in me in modo così

irruento da provocarmi una crisi di freddo con intensi tremori. Per fortuna per queste evenienze

occasioni ho sempre una coperta in più vicina al mio futon.


Non credevo fosse più possibile per l'età, per l'artrosi alle anche, ma dopo ore e ore

di asana di meditazione il bacino si sta ulteriormente sciogliendo e finalmente la zona

del perineo-ano si appoggia in modo simmetrico e adesivo al suolo.

Così il peso si scarica perfettamente

in verticale e crea una colonna ascendente di vita, che scorre in continuazione

Ieri ho percepito in me qualcosa di estremamente intenso e gratificante . Si muoveva a proprio agio nel corpo, spostando, massaggiando, rimettendo ... le cose a posto un po' ovunque.

poi dal centro del cuore sorge il noto canale in modo nuovo, fortissimo, estremamente

energetico completamente unito a me e slanciato all'esterno.


Si sta manifestando una fisiologia nuova, fatta di fuoco, magma, correnti di vento

tanto impetuoso quanto organizzato. Il tutto avviene lasciando intatta la flora non

ordinaria che compare ovunque, lussureggiante e selvaggia.


I centri di energia alla base della colonna vertebrale formano vortici a volte

acquosi-sabbiosi, a volte magmatici, a volte trasudano luce liquida e tranquilla.


La concentrazione stimola la fisiologia profonda, essa si attiva e arriva

l'intensità da sotto e da sopra, infine si può osservare la nuova fisiologia

attivata mentre funziona. Non è una fisiologia umana.


Se riesco ad aderire bene al suolo, se riesco ad aprire bene il bacino, a spalancare

le ossa che contengono l'ano, il vortice che è alla base della colonna vertebrale diventa

un flusso che si dirige verso l'alto e trasforma l'involucro in una onda pacifica,

oscillante. Oltre a tutto il resto che succede comunque.


Gli asana di meditazione e gli asana dinamici si stimolando l'un altro, almeno se vengono

praticati per molte ore. Questo succede perchè tramite l'azione degli asana le fluttuazioni

vengono sempre più consapevolmente viste e utilizzate. Le fluttuazioni continuano in ogni

caso il loro programma automatico ma accettano al tempo stesso di essere trasformate in

Altro che automatico non sia. Gli asana dinamici rendono molto visibili i centri di energia

e le fluttuazioni stesse. Nella pratica degli asana di meditazione una grande visibilità

dei centri di attivazione e delle fluttuazioni è un vantaggio poichè la concentrazione agisce

con maggior effetto se i centri di attivazione le fluttuazioni sono ben visibili.

Non è solo la mia fisiologia ad essere interessata dalla dinamica degli asana ma anche

tutto il vivente che mi sta attorno e che mi avvicina. Cosa sono io e cosa siano gli

altri scorre lungo una linea molto stretta che comunque è reale ed è sempre il centro

del cuore a renderla percepibile.


Quando mi concentro si attiva il corpo completo. Quando il corpo è completo è presente

l'intensità, la posso sentire in me, vedere davanti a me, essere me. E questo può accadere

ovunque. L'intensità può apparire in diverse forme e percezioni, ma è sempre intensità.

Non fa parte del corpo ordinario la capacità di concentrarsi al punto da attivare

l'intero corpo. È una grande fortuna poterlo fare.


Alcuni come me mi hanno avvicinato e salutato mentre ero concentrato. Oggi ho preso per mano

una presenza-persona mentre ero concentrato per tenerla con me. E in effetti questa presenza

è entrata in me attraverso il centro del cuore.


La esistenza ordinaria è scandita dal procedere dell'ego e da una quantità di spiriti-presenze

che mi compongono e che si susseguono uno dopo l'altro, in modo coordinato teso a determinare il mio umore del momento. Il loro agire egoico è automatico e del tutto

conseguente alle fluttuazioni da cui sono sospinti. Ma a seconda della natura delle

fluttuazioni l'agire automatico può diventare non automatico e creativo.


L'INSIEME DELL'EGO con gli spiriti-presenze e le fluttuazioni del momento compongono

il mio organismo. Esistono anche gli spiriti-presenze creativi, ma restano sepolti e inattivi

fin quando non si apre il centro del cuore. Solo quando il centro del cuore si apre si

arriva ad apprezzare la necessità che gli automatismi facciano il loro corso.

Gli spiriti-presenze automatici si muovono a seconda delle fluttuazioni presenti.

le fluttuazioni possono essere percepite automatiche e al tempo stesso potentemente creative.

Se si arriva a questo tipo di percezione gli spiriti-presenze automatiche apprendono la

propria natura e finalmente possono concentrarsi. Nella concentrazione entrano in contatto col

corpo non automatico. Il corpo non automatico è fatto di concentrazione-intensità.

La concentrazione-intensità non fluttua. In qualche modo le fluttuazioni scaturiscono dalla

concentrazione-intensità, il loro apparire avviene all'interno stesso dell'intensità

ed esprimono una percezione ma non un

corpo. Quale sia la vita effettiva della concentrazione-intensità si impara solo

vivendo come concentrazione-intensità.


La concentrazione intensità può essere percepita come estremamente stancante, tuttavia

lascia intatto il corpo ordinario.


Avviene un approfondimento, uno sviluppo, una crescita penetrando attraverso vari corpi viventi,

e anche perchè si è penetrati da altri corpi viventi. La crescita è possibile perchè è

aperto il centro del cuore, altrimenti si avrebbe solo la visione senza la comprensione,

il vissuto. Non si è posseduti nè si possiede, ma si impara a condividere i corpi, le percezioni . Condividere i corpi vuol dire vivere nello stesso istante nel proprio e in quello di altri esseri.


L'intensità è movimento e percezione , quindi riesco a rappresentarla visivamente anche se non ottengo l'immagine di un organismo strutturato e riconoscibile.

Come per sorpresa ci si trova intimamente vicini agli altri esseri nell'intensità, uniti e vicini non per propria volontà

ma per l'azione della intensità. L’intensità agisce, sento la sua azione e la apprezzo. La vicinanza

con gli altri esseri è meravigliosa, l'intensità ci mette insieme e noi siamo assolutamente

compenetrati gli uni negli altri. La consapevolezza dello essere quasi reciprocamente fusi a

volte affievolisce la percezione dell'intensità stessa, consapevolezza e fusione-unione sono i due aspetti più intensi

di un unico processo unificante, processi contemporanei che i miei automatismi ancora

riescono a sdoppiare.


Nella realtà ordinaria la compenetrazione tra gli organismi avviene senza essere

percepita se non da pochissimi esseri. Il mio organismo, come quello degli altri, è un

insieme di spiriti che vaga all'interno degli altri organismi in continuazione, in

profondità, con accuratezza e senza alcun pudore. Se si percepisce l'intricata reciproca

compenetrazione allora le persone, come gli altri organismi, cessano di aver segreti e

rivelano tanto il loro vero cuore che gli automatismi da cui sono agiti .


Tante strade diverse, molto diverse, tutte in un'unica direzione. Questo è veramente molto

difficile da conseguire, ma è quel che vivo ora. Si può dire in molti altri modi, una

unica vita in molteplici fisiologie, oppure una unica fisiologia- un unico corpo- animato

da molteplici percezioni, ciò che unifica è l'intensità, senza la quale non si avverte

il senso e resta la separazione e l'incomprensione. Esistono fisiologie e percezioni che

non vivono automatismi, ad esse posso avvicinarmi, posso essere il loro corpo, loro

possono prendere il mio, intanto il senso del percepire muta e si approfondisce.


Le fluttuazioni se e quando vogliono si incrociano, passano l'una nell'altra, esattamente come

fanno gli spiriti. I loro incontri hanno conseguenze, generano centri di attivazione attorno i quali

si strutturano ulteriori fluttuazioni in modo sempre più automatico. I centri di attivazione

sono fluttuanti e reciprocamente comunicano e si strutturano ulteriormente, per volontà

e per automatismo. Le loro interazioni costituiscono fisiologie, corpi, il mio corpo ordinario

e quello non ordinario. In realtà le fisiologie sono reti viventi di centri di attivazione.


I centri di attivazione sono la rete che sorregge la fisiologia e sono la fisiologia stessa.

Nei centri di attivazione le fluttuazioni passano negli spiriti e viceversa gli spiriti

passano nelle fluttuazioni, il tutto può avvenire in modo automatico o consapevole.

Quando il flusso di spiriti e fluttuazioni è compatto e consapevole, illumina il presente,

dialoga con l'intensità, non lo si può più separare, distinguere, dalla intensità stessa.


Non faccio esperienza di concetti ma di corpi, il corpo del mio io, il vero corpo e gli altri corpi.

Siamo compenetrabili e quindi conoscibili e unificabili, possiamo essere gli uni negli altri e così

apprendere, mutare la mia opacità automatica e placare l'inarrestabile corrente degli spiriti e

e degli elementi.

Ieri tre spiriti poco prima che io terminassi la concentrazione sono entrati nel mio cuore per

rimanervi. Quando siamo tutti in concentrazione i corpi nutriti dalla comune intensità si

modificano, diventano senza divente ovvero finalmente riprendo possesso del mio corpo

intenso che da sempre è lì in attesa che il mio ego riesca a mutare e riunirsi a lui.

Il mio ego è una delle forme assunte dal mio corpo intensità.

L'ego, la percezione e il corpo ordinari, non si dissolvono mai fin quando il corpo intensità

non smette di produrlo.

Intanto porto l'intensità nel mio corpo ordinario e ovunque io possa. Riesco a vedere il processo

col quale l'intensità ha prodotto il corpo ordinario, ma non riesco a vedere il motivo per cui

il processo sia iniziato. Un attimo prima della comparsa della sequenza CAUSA-EFFETTO che conduce

alla realtà ordinaria, l'intensità è molteplice e compatta.

alla realtà le sue fantasie.



Portare l'intensità nella fisiologia ordinaria per modificare quest'ultima, è estremamente

entusiasmante. Il corpo ordinario trasformato è in grado di comunicare ben oltre i limiti

della percezione ordinaria. Di fatto nelle numerose ore passate a gambe incrociate sono

continuamente in comunicazione con una moltitudine di altri esseri non ordinari, non medito

mai da solo. Poi, per via dell'effetto dell'estrema intensità presente, tutto diventa

silenzioso e vibrante,un enorme, reciproco, invisibile abbraccio ci unisce.


Per me non è mai stato un problema vedere gli esseri che abitano nella percezione

non ordinaria. Sin da molto giovane ho visto la moltitudine di spiriti che compongono

i miei corpi, ego compreso (perchè l'ego non è che uno spirito tra gli spiriti).

Sin da giovane ero capace di vedere in modo non ordinario il mio corpo ordinario.

Dai 30 anni in poi è diventata necessario passare dalla semplice visione non ordinaria al vivere

all'interno stesso della percezione non ordinaria poichè l'ESTENSIONE della visione non ordinaria

era diventata davvero notevole e incontenibile. A quel tempo le religioni le vedevo come un tentativo maldestro

ed estremamente semplificato di avvicinare le persone alla percezione non ordinaria.

Già a 18 anni non reggevo più il peso che nella vita ordinaria hanno tutti gli automatismi

che spingono la vita di ognuno di noi in una serie di infinite ripetizioni di ovvie reazioni ormonali

tanto più che vedevo gli automatismi non come l'espressione di un meccanico istinto naturale

ma come l'azione di spiriti che agivano intenzionalmente ma che, se avessi saputo come,

avrebbero potuto agire anche in altro modo.

Fino ai 30 anni ho creduto di non essere capace

di intromettermi nell'agire degli spiriti che io stesso sono, poi ho scoperto di essere capace

di una concentrazione così intensa da poter isolare l'agire di ogni spirito all'interno dello

spirito stesso. Rimasi sorpreso da questa scoperta perchè non era il mio ego a farla ma il

corpo non ordinario cui appartengo e che fino ad allora non si era mai dimostrato così

determinato ad essere concentrato ed attivo anche nella sfera ordinaria. Anzi il mio corpo

non ordinario, il cui centro non è l'ego nè alcuna altra forma legata all'identità, aveva

deciso di unirsi al corpo ordinario e condurlo nei vasti luoghi della esistenza non ordinaria

senza alcun ulteriore indugio. Per mia fortuna l'ego, la mente, la ragione avevano per sempre

cessato di riferire a se stesse tutte le numerosissime percezioni non ordinarie che avevo

avuto fino ad allora e la vera fonte di quelle percezioni si è fatta avanti e da allora

è diventata sempre più concentrata ed intensa.


Quando il corpo non ordinario si attiva in modo definitivo, il mondo ordinario cessa di sembrare

costituito da materia e regolato da leggi naturali, al loro posto si trovano ad agire

per propria volontà una miriade di esseri viventi che a volte si mostrano tra loro isolabili-

in questo caso li chiamo spiriti-

e a volte si mostrano uniti in raggruppamenti particolari e in questo caso li chiamo elementi.

gli elementi a loro volta si uniscono tra di loro creando la percezione di flussi

fluttuazioni.


Nella percezione-corpo non ordinario gli esseri possono con facilità interrompere gli evidenti

automatismi involontari (che lloro stessi mettono in moto), dopo aver interrotto gli automatismi possono unirsi ad altri esseri in modo intenso. Uno spirito non ordinario che agisce riduce gli automatismi di altri spiriti ordinari.


Uno spirito non ordinario cessa di agire perchè la sua concentrazione aumenta per sua stessa

volontà e sviluppa il corpo della grande intensità.

Uno spirito è effettivamente non ordinario quando sa come e perchè passare da uno stato di azione

a uno stato di non azione, inoltre il suo stato di azione non lo isola dalla fisiologia della

intensità come succede agli spiriti ordinari. Gli spiriti non ordinari agiscono per aiutare

quelli ordinari ad uscire dal loro isolamento percettivo che li rende incredibilmente deboli,

sofferenti, ecc...

Nella visione che attualmente ho, il vivente non è certo materia ma un organismo di

concentrazione e volontà in movimento. Il movimento varia a seconda di come la concentrazione-

volontà agisce. Il movimento bisogna volerlo, sceglierlo, non è prefissato ma non è nemmeno

caotico o casuale. Comunque i concetti descrittivi servono quasi a nulla.

Per quanto mi riguarda la vera scoperta è stata di scoprirmi come corpo non ordinario

in continuo movimento tra corpi,

corpi di corpi, fisiologie, organismi, carni-non-carni, tessuti trasparenti, accoglienti,

iper-penetrabili ma più densi del ferro e privi di temperatura.

E ogni passaggio da un corpo a un altro è pieno di senso e di amicizia, si impara per

contatto che quel contatto è una forma molto più raffinata di quel che nel mondo ordinario viene indicato

col termine amore.


Quando un nuovo Senso che ottengo dal contatto fisico con l'intensità o il penetrare

e risiedere in altri spiriti non ordinari si sprigiona in me , il centro del cuore -che è già

attivo- vibra oltre ogni possibile controllo e altri corpi, organi si manifestano: sono

gli organi dell'intensità. (Per essere precisi qui i termini vibrare e penetrare non hanno

alcune valenza sessuale, neanche evocativa.)

Non mi interessa il concetto della intensità ma il suo corpo, che da molto tempo vedo.

Il corpo è gioia, è riuscita, è pace. Non mi basta più la sola visione della intensità.

A nessun essere non ordinario basta la sola visione della intensità.

Il distacco dai corpi dell'intensità viene vissuto come insopportabile nel mondo non ordinario.


Mi trovo spesso in luoghi dove gli spiriti degli esseri umani che sono morti si ammassano e

si lamentano, accasciati in un nuovo corpo che stenta a formarsi o il cui sviluppo si è

arrestato in attesa di uscire da una sorta di drammatico ristagno.

Questi spiriti desiderano essere soprattutto visti, cercano di definire la nuova situazione che vivono

e non ci riescono, sono frammentati e addolorati dalla tensione insopportabile delle emozioni

vissute nella precedente vita ordinaria. Quelle emozioni si presentano incessantemente con una

intensità offensiva e negativa insopportabile. Per molti spiriti questo processo non è la logica

conseguenza del barbaro, violento e perverso percorso della vita ordinaria, ma la

continuazione dopo la morte di un precedente stato emozionale dominato da una soffocante

agitazione e incomprensione, cieca sofferenza. Numerosi tra questi spiriti mi prendono

le mani e le trattengono, ascolto la loro sofferenza insopportabile (e così li dipingo) per aiutarli

a passare attraverso il mio corpo e affacciarsi alla realtà non ordinaria, ne hanno bisogno,

me lo chiedono in continuazione. A volte il contatto fisico con loro mi riempie di brividi

e febbri che passano velocemente.

Non c'è una notte che non mi raggiungano in sogno, di giorno mi avvicinano più raramente ma

in modo fortissimo. Nella loro condizione si trovano anche altri esseri che da vivi erano

animali diversi dagli umani, il luogo in cui questi spiriti si trovano è formato da elementi sfibrati dalla

propria incessante fluttuazione, incastrati in una insopportabile attesa. L'attesa non è

infinita, La sua durata dipende da come gli spiriti riusciranno a utilizzare i contatti che avranno con

altri spiriti per ricomporre le proprie emozioni in un nuovo corpo.

È proprio l'infinito dolore di questi spiriti che mi ha mostrato di cosa sia composto il mio corpo

e il corpo del vivente in generale, ovvero nient’altro che emozioni. La mia carne ordinaria è realizzata dalle

emozioni, così la mente, così la terra, il sole, e tutti i corpi non ordinari compreso quello

della intensità. Le emozioni sono volontà e concentrazione in movimento, introduco il movimento

per dire che emozioni, volontà, concentrazione, non sono concetti ma esseri viventi, sono

qualità e non quantità, la quantità non è che un effetto speciale modificabile e che svanisce

nel nulla.


Dopo morti si viene accolti e condotti in una iniziale nuova dimora dove il nuovo corpo

possa svilupparsi. La condizione necessaria per lo sviluppo del nuovo corpo è la risoluzione di

tutte le problematiche emozionali per qualche motivo non risolte nella vita ordinaria.

Questa risoluzione in parte viene affrontata in questa prima nuova dimora in cui si sosta

per circa un anno ordinario. Il corpo di un vivente è uno solo, nel senso che gli spiriti

che componevano il corpo ordinario continuano il loro viaggio anche nel nuovo corpo ma

mutano profondamente la loro percezione del proprio corpo. La percezione muta ma il corpo resta,

ciò è possibile perchè il vivente non ha a che fare con lo spazio e il tempo. Inoltre, nella

realtà non ordinaria, un corpo si estende all'interno di altri corpi, quindi con la morte

gli spiriti non vanno da alcuna parte, restano lì dove erano prima, davanti a loro una

nuova percezione li attende, se riescono a comprenderla, e se non l'hanno compresa già

prima. I primissimi mesi dopo la morte gli spiriti a fatica capiscono di essere morti perchè

devono affrontare la difficoltà delle emozioni non terminate, irrisolte, spesso numerose,

che si portano dietro dalla esistenza ordinaria. Per molti spiriti il momento fondamentale

dopo la morte si presenta dopo un anno circa o poco più dalla morte, cominciano a rendersi

conto che il nuovo corpo non è più solido e materiale m un corpo fatto di emozioni

rapide e profonde e intense che richiedono tranquillità e concentrazione.

A questo punto sono pronti per lasciare la prima dimora che li ha accolti e decidono di propria

volontà se tornare nella realtà ordinaria che valutano più adatta per ricomporre

lì le emozioni irrisolte che hanno lacerato troppo in profondità il corpo nella vita precedente

o decidono che la loro concentrazione è abbastanza intensa per sviluppare il nuovo corpo emozionale.

Molti spiriti tornano nella realtà ordinaria, ma molti altri no, escono dalla prima dimora

che li ha accolti al momento della morte e un lunghissimo nuovo percorso li attende.

Quest'ultimo tipo di spiriti è presente nella mia vita quotidiana in modo stabile, siamo in

continua reciproca interazione.


Quando le emozioni si esprimono all'interno di un corpo non ordinario, manifestano la loro

costante impressionante intensità e mobilità. in pratica son più intense del magma,

infinitamente veloci, ma assolutamente unite alla concentrazione e alla volontà che le esprime.

Se sono private di questa unione perche la volontà e la concentrazione che le esprimono

sono ancora confuse, il corpo non ordinario non può formarsi. Per possedere la necessaria

volontà e concentrazione per tenere insieme un corpo non ordinario non basta essere state delle

persone molto buone ed altruiste e disponibili, bisogna in qualche modo avere capito il

ruolo degli automatismi nella realtà ordinaria e come affrontarlo. Le emozioni se

travolgono gli spiriti gettandoli nella sofferenza e nella confusione impediscono lo sviluppo

della concentrazione. Viceversa se le emozioni comprendono gli automatismi, la concentrazione

e la volontà diventano affidabili, il corpo non ordinario può comparire anche nella vita

ordinaria.


Gli spiriti che, usciti dalla prima dimora, si dirigono verso una nuova vita, si trovano in un nuovo

luogo e non hanno, per ora, compreso in cosa consista la nuova esistenza. Da ora in poi

la comprensione, la conoscenza, non avranno più alcuna dimensione intellettuale o razionale, piuttosto

coincideranno con esperienze e vissuti fisici del proprio corpo e del corpo degli altri spiriti.

Il corpo non ordinario di uno spirito, che poi è il vero corpo, è una sorta di insiemi di

corpi uniti tra di loro, ogni corpo di quell'insieme particolare è consapevole degli altri

corpi vivendoli allo stesso tempo come parti di sè e altro da sè. Capita spesso che alcuni corpi

del corpo vivano ancora in una dimensione ordinaria. Io stesso,come molti altri esseri,

so di viver nel mondo ordinario distribuito tra più esseri viventi, non tutti umani.

Un corpo non ordinario è un corpo che ha acquisito la capacità di vivere distribuito in più corpi

in modo unitario e non frammentato e isolato. L'essere distribuito tra diversi stati di percezione

non è, per il corpo non ordinario, un vero ostacolo visto che esso ha la continua esperienza diretta di una consapevole

contemporanea multi-percezione di diverse tipologie di fisiologie, diverse ma unite.

Il nuovo ambiente in cui il corpo non ordinario si trova dopo la morte rassomiglia a una infinita

terra selvaggia ricoperta di una fitta vegetazione, apparentemente rigogliosa, caotica e pacifica.

Gli spiriti non ordinari ancora condizionati in qualche modo dalla loro vita umana-emotiva

risiedono in stupefacenti agglomerati di rocce-caverne o incredibili dimore che sembrano non costruite

ma nate da sole, dalla potente fantasia che si dispone dopo la morte. Queste dimore poi vengono

abbandonate se il corpo ordinario decide di perdere del tutto ogni connessione con la realtà

ordinaria. Ci si può imbattere in enormi agglomerati abitativi vuoti, tenuti insieme dalla fantasia

di chi li ha abitati, una fantasia che si è fatta organismo. I corpi non ordinari possono unirsi

ai corpi di coloro che hanno amato nella vita ordinaria, non si tratta di una operazione banale

e tragicamente romantica poichè l'unione è basata sulla effettiva esistenza di stabili

e voluti legami fisiologici profondi stabiliti nella vita ordinaria tra esseri che sanno di essersi reciprocamente

scelti, quindi non si tratta della continuazione post mortem di clan familiari, matrimoni imposti.

In pratica se alcuni esseri sono capaci di stabilire tra loro una vita emotiva consapevolmente

comune, quella vita non ha alcuna ragione di interrompersi, perchè nè

i corpi nè la emotività lo vogliono. Ma è necessaria la volontà e la consapevolezza in questo processo,

altrimenti il processo non ha luogo. Non è necessario che la volontà determini

le circostanze della vita ordinaria o non ordinaria, la volontà deve determinare il percorso fisico

che la unisce ad altri corpi-volontà.

In questa natura rigogliosa e selvaggia si risiede a lungo, in attesa di avvertire in modo confortevole

la unificazione di tutto il corpo ordinario tanto al suo interno che con eventuali altri esseri

con i quali abbia voluto unirsi. Molti esseri non ordinari risiedono qui per sempre se decidono

di voler aiutare le fisiologie che abitano la confusa dimensione ordinaria.

Per quanto riguarda i corpi che erano umani, una volta compresa ed esaurita l'azione delle emozioni

che ancora li lega alla dimensione umana,se vogliono aiutare gli esseri della realtà ordinaria,

possono uscire dalle nuove dimore e unirsi alla natura

selvaggia che li circonda e da lì muoversi.

Le fluttuazioni degli elementi creano in questa particolare natura dei luoghi di passaggio tra la realtà ordinaria e quella non ordinaria molto transitati.

Passare volontariamente da un corpo non ordinario ben formato a dei corpi ordinari

senza perdere la percezione non ordinaria implica

la completa conoscenza dell'agire di quelle fluttuazioni

e l'aver fisicamente acquisito per esperienza diretta il fatto che niente avviene in modo temporale,

nè spaziale.


Gli spiriti che all'uscita dalla prima dimora del dopo-morte accedono alla seconda dimora,

possono, se vogliono perchè non è necessario, lasciare quest'ultima solo se il proprio corpo

emotivo non è più condizionato dalla dinamica spazio-temporale.

I corpi non ordinari sono non ordinari perchè capaci di esprimere in ogni istante una

concentrazione così forte da modificare il proprio stesso multi-corpo in un corpo che

è intriso della fisiologia della intensità.

La fisiologia della intensità può essere vista o comunque percepita anche attraverso le forme

della percezione ordinaria, ma va considerato che nè il corpo non ordinario nè quello

dell'intensità sono realmente come appaiono nella fisiologia ordinaria. E questo vale

a partire dagli stessi nomi che uso per indicarli nella mia esistenza ordinaria.

In realtà il corpo non ordinario e il corpo dell'intensità hanno lo stesso nome,

ma non esiste alcuna parola che corrisponda a quel nome.

Per lo stesso motivo di mancanza di parole sufficientemente sensate nella percezione

ordinaria, non mi dilungo nel parlare della vita che avviene nel corpo

intenso-non ordinario ma preferisco parlare di quel che avviene in questa sorta

di meditazione che meditazione poi non è che ho creato a per me.


Si raggiunge la consapevolezza stabile del corpo non ordinario quando il centro del cuore è

pienamente formato. Il come e il perchè si formi in modo stabile questo centro è legato

al percorso peculiare di ogni singola di vita, quindi non esiste un percorso comune

da poter condividere con altri sotto forma di insegnamento di una strada che conduca

sicuramente allo sviluppo del centro del cuore.

Il centro del cuore esiste, tutti gli esseri viventi ordinari e non ordinari lo possiedono.

Il centro del cuore non è legato alla individualità ma alla intensità,

per questo si può fare la diretta esperienza di un unico centro del cuore per tutti gli esseri.

Di fatto esiste anche questo tipo di fisiologia e se ne può fare esperienza anche nella

realtà ordinaria. Ma tra farne l'esperienza ed essere quella fisiologia ce ne corre...

Il centro del cuore non ha ha che fare conn i chakra. chi vede e vuole i chakra li segua,

ognuno segua la propria dinamica interiore.


Il centro del cuore è la via principale attraverso cui altri corpi non ordinari possono

nutrirci per aiutarci ad uscire dalla realtà ordinaria. Per uscire dalla realtà

ordinaria, almeno per me, non ci vuole la giusta saggezza, ma l'accesso alla alimentazione

non ordinaria. Il cibo non ordinario arriva in modo spontaneo se il centro del cuore è

attivo, se la concentrazione è intensa, stabile, prolungata.

Se queste ultime tre circostanze avvengono, per volontà si può percepire non solo l'avvenire

di questa particolare alimentazione ma che a cibarsi siamo in

compagnia di altri esseri tanto all'interno del proprio centro del cuore che all'esterno.

Ci si ciba di altri esseri viventi che sono ben felici di aiutarci, hanno scelto quell' attività che non li diminuisce e non li muta in alcun senso.

Si tratta di un cibo che mi trasforma fisicamente e insegna e unisce attraverso la penetrazione

in altri e di altri organismi, allo stesso tempo,

quest'alimentazione è il modo in cui si articola la convivenza tra organismi non ordinari.

Anche nella realtà ordinaria io vivo in modo incosciente questa forma di alimentazione attraverso

il respiro, è la mia ristretta percezione della realtà che non percepisce l'aria come cibo

la cui assunzione non danneggia l'organismo che la produce ma mi rende parte di quello.


Del modo in cui spesso visualizzo il centro del cuore preferisco non parlarne poichè

questo modo varia considerevolmente tra un essere ordinario e un altro e le autosuggestioni

sono sempre in agguato, posso solo dire

che il centro del cuore appare come se fosse esterno al corpo ordinario.

(Comunque non posso più dimenticarmi che gli organismi non hanno alcuna necessità di

trovarsi all'interno o all'esterno di qualcosa.)


A 35 anni ho cominciato a praticare gli asana dello hatha yoga.

Sin dall'inizio sono stato sorpreso dalla facilità con cui la pratica degli asana indicava

all'interno del mio corpo, mente, emotività, l'esistenza di una fitta rete di luoghi di attivazioni

del corpo non ordinario. In altre parole scoprivo dei facili luoghi di accesso al corpo

non ordinario all'interno del mio corpo ordinario, della mia mente e della mia emotività.

Una parte di questi luoghi li vedevo già in precedenza, ma l'ego li vedeva come delle

stupende stranezze, degli effetti speciali che facevano di me una persona molto sensibile e

particolare, ma nient'altro nel senso che a questi luoghi mancava concentrazione e consapevolezza,

erano isolati l'uno dall'altro.

La pratica degli asana sommata alle circostanze della mia peculiare esistenza, hanno

permesso che i punti di attivazione che si attivavano creassero fra loro una rete in

espansione a cui sono riuscito ad accedere con la capacità di concentrazione.

La creatività e stabilità della concentrazione era una insolita caratteristica che conoscevo per via

della mia attività di pittore, disegnatore, music.. ecc, scoprivo che la

maggior parte dei centri di attivazione che si rivelavano e che continuano a risvegliarsi

li avevo già disegnati più e più volte non sapendo cosa fossero.

Solo quando la concentrazione creativa e la rete di attivazione si sono fusi tra loro

la mia vita e la vita in generale hanno cominciato ad esprimersi in un nuovo corpo,

una nuova emotività con la precisa volontà di non abbandonare mai più il corpo non ordinario

che vedevo stabilizzarsi.

Preferisco non parlare della valenza morale ed etica del mio percorso per via della

penosa quantità di retorica che si è accumulata sulle parole morale ed etica. A me è evidente

che non c'è un solo passaggio della mia vita che non abbia avuto

un profondo senso morale ed etico, ma la particolarità della mia percezione

era ed è che la morale e l'etica sono esclusivamente corpi emotivi come la carne,

la materia.


Dopo i 50 anni, a forza di vivere in modo stabile la presenza di una enorme intensità

presente ovunque attorno a me, che non dovevo nemmeno evocare o immaginare per percepirla

perchè era lì quasi sempre presente in modo autonomo dal mio desiderio, decisi che

avrei dovuto portare il mio corpo ordinario dentro quella intensità e viceversa.

Il corpo non ordinario andava sempre più risvegliandosi e la sua visione degli altri corpi

non ordinari e della intensità era una piacevolissima realtà con cui convivere.

Negli anni la mia, sempre che sia mia, capacità di concentrazione, aumentò ulteriormente

e notai che se ben concentrato, il corpo ordinario e il corpo intensità-non-ordinario

si univano da soli e così facendo i due corpi, non l'intensità, si modificavano

in modo estremamente corretto. La possibilità, che ho sempre avuto, di poter comunque vedere

e percepire altri corpi non ordinari del tutto formati, mi faceva capire che ero sulla

strada giusta, non serviva esitare o dubitare.

Mi era evidente che portare l'intensità all'interno del corpo ordinario avrebbe mutato

profondamente la mia vita ordinaria che comunque era già piacevole ed interessante,


Dopo i 60 anni si sono presentate le circostanze giuste per attuare il mio proposito

di unire l'intensità alla vita ordinaria. Il loro contatto-unione è estremamente

trasformativo, lo chiamo concentrazione sia perchè mi avvalgo degli asana di concentrazione

sia perchè è una intensissima concentrazione

dello stato di attivazione dei miei corpi, quello ordinario e quello non ordinario, praticata per ore ed ore.

Non utilizzo alcuna forma di visualizzazione o ascolto.

Mi affido a quel che si è quando si è abbastanza concentrati nell'unione dei corpi.



Tanto il corpo non ordinario che l'intensità sono attivamente coinvolti dalla

concentrazione nell'immergere il corpo ordinario nella dimensione non

ordinaria. Questo modo di agire mi è possibile perchè in realtà esiste un solo corpo

che io percepisco articolato in varie diverse fisiologie. La percezione mi

informa delle diverse funzioni che le fisiologie hanno, ma la concentrazione mi

fa vivere in modo diretto e inequivocabile la realtà che le tre fisiologie, quella ordinaria,

quella non ordinaria e l'intensità, sono allo stesso tempo diverse pur essendo lo

stesso corpo.

Tutti i corpi ordinari devono prima o poi, mentre non sono ancora morti,

passare almeno una volta attraverso uno stato di concentrazione molto intenso e

percepire con chiarezza l'unione con i corpi non-ordinari-intensità.

Senza lo sviluppo di quella concentrazione non si può riuscire a comprendere la

complicatissima struttura emozionale da cui si generano gli automatismi che dirigono

la propria vita. Ogni essere ordinario ha un suo particolare modo di accedere

a quella concentrazione.

Quando l'intensità e il corpo non ordinario mi avvolgono in modo stabile e concentrato

avverto una profondissima presenza affiancarsi e unirsi al mio ego. Mi sento

collocato in un luogo del tutto diverso dalla mia stanza, un lungo che muta di

continuo il suo apparire a secondo dei diversi corpi con cui entro in contatto e

che io stesso sono.

Tanto i corpi ordinari che quelli non ordinari vivono in un proprio

habitat, con la differenza che mentre il’habitat ordinario viene percepito come unico perchè

isolato dalle altre dimensioni- non per niente lo si chiama universo, gli habitat dei corpi non ordinari, sono permeabilissimi,

non dispongono o di un dentro o di un fuori. La particolarità della fisiologia

dell'intensità è che non dispone neanche di un habitat, essa è una fortissima, costante,

benefica presenza che, proprio perchè è priva di un habitat, viene percepita ovunque.

È la presenza concentrata dell'intensità che apre le vie organiche non ordinarie attraverso cui

i corpi non ordinari mi raggiungono e con i quali mi unisco o riunisco proveniendo dalla

dimensione ordinaria.

La percezione momentanea dell'intensità nella vita ordinaria porta a temporanei fenomeni di percezioni

extrasensoriali , ma il passaggio dalla presenza momentanea alla presenza concentrata

dell'intensità passa attraverso un processo complesso, e , di nuovo, diverso per

ciascun essere.

Le diverse fisiologie e l'intensità non sono realmente entità diverse,

per me si tratta di VITA che o è attiva in modo parziale o in modo completo.

Se la vita è attiva in modo completo, le intrinseche ed automatiche limitazioni

della condizione ordinaria non la limitano.

L'intensità, i corpi non ordinari, non tentano di dissolvere il mio corpo ordinario

nè di dimostrarmi che io sia un essere illusorio, mi trasformano lasciandomi

come sono, aggiungono non sottraggono, danno le capacità al mio corpo ordinario

di muoversi all'interno di ciò che non è ordinario, conoscendolo e lentamente

imparo ad essere anch'io, corpo non ordinario, trasparente-nè-dentro-nè-fuori.

Lo stato di concentrazione intenso è estremamente sensibile ed emotivo. Se non si

conosce a fondo la propria emotività, se non la si è ripercorsa fino a esplorare

la sua vasta area automatica e se non la si vive come fatta di carne e ossa,

lo stato di concentrazione intenso non può essere stabile e quindi agire poichè allora

le emozioni mi esplodono letteralmente in faccia e la concentrazione si dissolve.

L'emotività dell'ego si presenta nello stato di concentrazione intensa comunque anche

quando l'emotività vive nella sua propria piena potenzialità non ordinaria.

Questa caratteristica è per me benefica perchè l'estrema emotività-sensibilità dello

stato di concentrazione mi permette di comprendere le emozioni dell'ego in tutta la loro

profondità e lasciarl risuonare fin quando ne hanno bisogno, anticipando il processo

di digestione delle emozioni del passato che incontrerò dopo la morte.

Inoltre non mi devo mai scordare che il mio corpo ordinario è realizzato, al di là

del mio stesso volere e desiderio, da emozioni automatiche e alcune di esse, o molte, possono essere

inevitabilmente legate allo stesso processo di attivazione della concentrazione profonda

e quindi me le ritrovo a gambe incrociate sedute vicino a me, mentre medito. Questo tipo di

emozioni sono orientate verso lo stato di concentrazione intenso e in quello vivono,

non le uso nella mia vita ordinaria.

Nella pratica dello stato di concentrazione intensa vivo i vari passaggi e le varie presenze

come un articolato e attivo intreccio tra spiriti che in modo sensato, spesso cambiano

senza cambiare. Io stesso divento rapidamente uno spirito tra spiriti, immerso in una

relazione intensa reciproca che non ha niente a che fare con qualcosa di definibile come

l'appartenere a una nuova famiglia, clan o socialità.

Nello stato di concentrazione intensa non vi è solitudine.

Le forme degli spiriti che percepisco attraverso la mia percezione non ordinaria sono legate

alla mia peculiare emotività automatica ordinaria e quindi non mi dilungo sulla natura di queste forme che

possono apparire in modo del tutto diverso da una persona a un'altra.


Tutti gli esseri viventi possono concentrarsi. Gli esseri non ordinari sono sempre concentrati,

dispongono di una fisiologia di per se stessa concentrativa.

Gli esseri ordinari solo raramente sono capaci di grande concentrazione. Il corpo ordinario

non è adatto alla concentrazione e ho dovuto scoprire in me stesso il modo con cui far

concentrare il corpo.

La concentrazione intensa, esiste di per se stessa, nessun

essere la inventa, la concentrazione intensa a volte sembra una capacità che un essere può

o non può sviluppare, a volte sembra un essere vivente. Io la considero uno stato del

vivente, un particolare corpo vivente di cui posso o non posso sentire la presenza

in me e fuori di me a seconda della mia condizione fisica-emotiva.

Per arrivare ad esistere immerso nella concentrazione intensa devo far sì che il mio fisico

sia attivato. La mia fisicità ordinaria normalmente non è mai attiva, ovvero nel mio corpo

ordinario gli spiriti vivono una esistenza di debolezza e frammentazione nonchè di reciproca

alienazione. Per attivare il corpo gli spiriti non solo si devono risvegliare e ricomporsi,

ma devono diventare capaci di unirsi volontariamente insieme per comporre quei flussi del vivente che di

solito vengono chiamati elementi(fluttuazioni non automatiche). Se gli spiriti sono capaci di tutto ciò allora il corpo

ordinario si attiva tracciando in sè stesso dei percorsi e dei centri di attivazione che in

parte sono del tutto personali, altrimenti sono centri presenti in ogni corpo ordinario

attivato.

L'attivazione del corpo ordinario conduce alla intensificazione della capacità emozionale,

quindi, per comprendere questa grande intensificazione e non esserne travolto, il processo

di attivazione deve essere anche un processo di comprensione degli automatismi.

Senza la comprensione degli automatismi la emotività che scatena il risveglio degli spiriti

blocca qualsiasi ulteriore progresso.

Personalmente ho avuto la fortuna di vedere spontaneamente sin da molto giovane tanto l'esistenza degli

spiriti che quella degli automatismi, quindi ne posso parlare per esperienza diretta

sono certo della loro esistenza perché li vedo, non devo affidarmi alle parole di nessun altro.

Oltre ad aver attivato gli spiriti e compreso nell'intimo l'azione degli automatismi, infine,

bisogna occuparsi del corpo in carne ed ossa. La carne, le ossa, gli organi interni, sono

l'espressione tangibile e materiale dell'operare dell’emotività, degli spiriti, degli automatismi,

degli elementi stessi e della loro mancanza di concentrazione e di sufficiente coordinazione

reciproca. Attivare la carne del corpo richiede un'azione fisica vera e propria. Per

molto tempo l'attivazione della carne è stata il mio punto debole, con la mia creatività

riuscivo ad avere intense e momentanee attivazioni solo attraverso la pratica di alcuni sport ma

ho trovato qualcosa di molto più stabile ed agevole da praticare solo quando ho conosciuto

gli asana dello hatha yoga. In ogni caso non escludo che esistano infinite possibilità per attivare il complesso carne-ossa.

Saltare il passaggio dell'attivazione del corpo materiale è una eventualità che ognuno deve

valutare in base alle proprie circostanze fisiche.

Per quanto riguarda me stesso l'attivazione del corpo è utilissima per entrare per ore

ed ore in un flusso costante di concentrazione-intensità.

L'attivazione fisica stessa è costituita da una iniziale fase di pratica di asana che

ogni giorno può variare per durata e intensità e una fase successiva costituita dall'assunzione

di vari asana di meditazione. Quest'ultima fase dura molte ore durante le quali l'immersione del

corpo ordinario in quello non ordinario e nell'intensità è completa.


La concentrazione è corpo, fisiologia, organismo, non la decisione di qualche ego.

L'ego può vedere la presenza della concentrazione e non interferire nell'azione della concentrazione.

L'ego non può bloccare l'agire degli automatismi ma può riconoscerli come automatismi.

Solo se il mio ego riconosce gli automatismi può percepire la presenza della concentrazione.

Quando gli automatismi sono riconosciuti non disturbano l'agire della concentrazione

pur essendo compresenti ad essa. Anche se il loro agire risulta essere spesso

ripetitivo e fastidioso in realtà non infastidisce la concentrazione ma solo l'ego.

Al di fuori del corpo ordinario l’ego ha una presenza non attiva.

Il fatto è che il corpo ordinario si estende oltre la morte, quindi l'ego continua

ad agire anche dopo la morte fin quando non si forma completamente il corpo non ordinario

il cui vasto senso di presenza annulla progressivamente l'azione dell'ego.

Ogni volta che l'ego percepisce una nuova manifestazione del corpo non ordinario diventa

tanto insicuro quanto entusiasta. Si tratta di una reazione

automatica ansiosa che bisogna lasciar correre, se non la si incoraggia allora il suo agire non

impedisce la presenza della manifestazione non ordinaria.


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