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Il sole giunge frammentato. Scatti sonori rastremano il velluto erboso, parchi obliqui ruotano in cubi acquatici, si assiepano esistenze immanifeste tra le membrane corporee. Il sole continua la discesa, nel centro del cuore assorbe le creature, espande nel ventre, la mente cessa ogni attività, il respiro è salvo libero fluisce altrove. L'incontro riprende forma nella natura. La natura trema di emozioni potenti, agisce nelle gocce invisibili, durezza delicata, staccarsi dal cielo il corpo insegue. Quando la mente personale si ferma appare la mente della Natura; la mente della Natura si riassorbe senza cessare la propria attività, l'involucro scorre liberamente, la coscienza si espande nel cuore improvvisamente aperto oltre la Natura stessa, nessuna presenza, nessuna attività, nessun riassorbimento. Poi si illumina il ventre, allora veglia e sonno si mischiano, la continuità si svolge al di fuori del tempo, la stanchezza non impedisce più il risveglio del cuore il quale resta aperto, mutato, non più interessato ad essere attivo. Il frutto è maturato. La pace risuona , il suo paesaggio è la pace stessa. L'erba è pace, il tuono è pace, il caos è pace, la sofferenza è pace, il silenzio avvolge il silenzio, l'evocazione precede l'esistenza, la pace scorre nelle stesse parole. Ciò che poi si apre con la morte, che è un altro organo corporeo, rende liberi da ogni diffeenziazione. La pace non sembra più contradetta dalla realtà, come appare da vivi. Ma la morte e la vita possono anche essere compresenti senza che la differenze annebbino la profondità del percepire. La morte è un organo attivo già mentre si è vivi ma ciò ha senso solo per chi lo percepisce ed è quindi vivo e morto allo stesso tempo. Non è certo qualcosa che può essere descritto. Non tratto di segreti, nelle oceaniche foreste delle emozioni è tutto ben presente e manifesto, è sufficiente non voler mai trattenere alcuna emozione per se stessi. La mente della Natura non è né viva né morta, esiste nella compresenza di entrambe, la mente della natura vive una unione non umana, è oltre qualsiasi disputa, non è qualcosa che esiste nella forma in cui ne sto parlando. La Natura è fra le mie braccia, nelle mie ossa, mi libera e si libera, irripetibile nel suo manifestarsi, anche se il vento che si dissipa nel sole trattenuto dal respiro avvicina all'evocazione precedente la propria nascita. Le emozioni si intensificano se non vengono trattenute. La loro intensificazione scorre ovunque anche se apparentemente predilige alcuni luoghi, per esempio la propria mente, il cuore, il ventre, le mani. Le emozioni scorrono ovunque e contengono l'ovunque, per questo nelle proprie membra si possono vedere germogliare rigogliose foreste o brillare oceani incantati, irrompere il silenzio, un incontenibile unificare per cui si arriva a dire che gli occhi sono il vento, le mani la terra, la sabbia scorre nel ventre, il cuore è il golfo in cui si annidano gli oceani. 2-I colori si liquefanno in cristalli, tuffano l'entusiasmo in visioni nitide, alberi tremolanti nel gelo accogliente, lago profondissimo, il cielo vi si lascia assorbire. Vortici coloratissimi accolgono lo sprigionarsi della primavera, cascate di emozioni prive di nomi riempiono di esseri i movimenti, il calore discende con attenzione nel cielo, l'unione solleva vapori informi, potentissimi, realtà spirituali stratificano gli spazi, il cielo li dissolve colando fra i ghiacci, pini amorevoli raccolti nella neve alpina, stormire cristallino, mani invisibili raggiungono la vetta dell'altopiano. La presenza autunnale lungo i fianchi delle montagne. Ruscelli invisibili scivolano fra le rocce, sostengono l'apparir , sciolgono il silenzio nello humus delle foreste, riempiono le ossa di scintille eccentriche. Mi contraggo nel tepore della ghiaia. Le mani allacciate alla schiena sollevano masse di luce compatta, le ginocchia fioriscono nel torrente, sollevano spruzzi nell'aria inumana, le gambe aprono i cieli, ruotano i vortici, ramificano nel tufo umido, il ventre scorre nelle grotte sotterranee, diventa il fondale , diventa la mano intrecciata alle radici. L'ombra del sole si appoggia alla figura, liete gocce sudate tingono la ghiaia, i semi del girasole si afflosciano nella brezza notturna, volumi embrionali dissodano velature stellari, l'amore arriva condotto dal silenzio espanso oltre al respiro, emozioni emergenti precedono le ombre, le foglie scuotono la polvere della tempesta, un peso impalpabile aderisce al tronco flessuoso. Il colore delle montagne d'acqua penetra nel petto, approfondisce la su via tra i raggi fluorescenti, il canto interno al calice è avvolto in una conchiglia di rami, germogli estivi volgono la fioritura verso le stelle, una notte precoce unisce i raggi, il movimento è un abbraccio lento, i petali del calice aderiscono e includono, le braccia sono petali pulsanti, colori fluttuano, una liquida pressione massaggia la sabbia, la spiaggia sprofonda nella chioma del cielo, i gradini di roccia avvolti dal ghiaccio, contengono ruscelli di cristalli innevati, la foresta erompe nel petto, afferra l'orizzonte, lo racchiude in una scintilla, il passo si arresta, il lago trema nel congiungersi al cuore, oltre il cuore il contatto leviga le sponde, peluria lacustre brilla di rugiada, fili di nebbia intrecciano di mani le nuove visioni, il calore conduce in un lago articolare. Il volto premuto nell'aria, il movimento raggiunge il pomeriggio, nel ruotare, nell'inclinare l'orbita, della corsa, del bacio, della grandine tremante, lucide ossa popolano il canale, lava pudica inspira la speranza, la gioia nel trattenerti, luoghi racchiusi nella trasparenza del gelo ombroso, dietro l'edera, a ridosso di scogli montani, percorsi da sottili vene acquifere, lacrime estatiche punteggiano l'ascensione, la luce evapora oltre la vista, delicate impressioni accumulano terre impalpabili, i raggi raccolgono il soffio lunare, il giardino carnoso, siepi affollate stringono nel centro, l'incontro ruota una pacifica visione. La notte si racchiude nei tuoni sprofondati nel petto, orbitano fra le luci del giorno, risalgono alla visione, donano amore nell'adagiarsi nel silenzio, accolto, compreso, disciolto dal vento che precede l'alba, il fiume scorre non visto fra dune di lava, il cristallo risuona nei movimenti dei canali, un sapore di salmastro guida l'attenzione fra le rocce trasparenti. Il calore ha generato. 3-Il gusto del vivere stringe il cuore. L'emozione sfugge nei riflessi del volto, i sentieri, ancora pieni di pozzanghere, esalano umida attenzione, la neve scioglie le presenze, risiede nella profondità del nulla, il cuore evapora nel vuoto, i ricordi recuperano la libertà, l'abbraccio era reale, la pelle bruciata dal sole, la fatica di nutrire un testimone. Il cuore scuote il corpo, ogni attimo cola dal cielo, l'anima rotola nel giardino, il passaggio è aperto, non esiste alcun sentiero, un tuono vibra sommesso, prende le braccia, annoda in funi slanciate. Perché sembra impossibile amarti? La, terra, morbida, ospitale, assorbe la pioggia percepita nelle vene. Il sole, nella presenza, suono ripetuto dai raggi, membra uniscono, avvicinano la presenza, vivere in tua presenza, esporre l'attenzione ai presagi umani. I nostri corpi sono onde sonore avvolte di luce. I movimenti animano forme, raggiungono gli spiriti, accumulano tensioni, riassorbono la luce da cui scaturiscono, labbra sospirano la nebbia, le pelle immerge i volti, cuori stringono radici invernali, la danza solleva l'impalpabile, tensione delle dita, seduto nel vento, il corpo sventola vuoto, risale, fluisce tra i rami, il petto contiene la valle. Le mani solcano il calore, si allontano dalle membrane, spingono le visioni, le rendono simili a energia, ma non promettono. Il fluido si raccoglie sul fondale al di sotto delle radici. La pressione dorme, le dita emettono lampi. Il sole si immerge qui: Pronto. Fedele, denso, immobile, inesistente. Il mare avvolge il cielo, fioriscono, membrane aleggiano tra le dune, il veno freme. Il frusciare del vento sul corpo- Le membra svincolate dal controllo avvolgono il sole. L'unione dei canali crea il lago immenso, gioia fra i rettili, ritorna il calore nella mente, chiazze luminose irradiano, modificano la percezione, dissodano le tensioni apparentemente contratte. Fra le ghiandole pulsano giardini reticolari, camelie rampicanti assorbono il mattino emergente, occhi stupiti ringhiano tra le mani, abbraccio i fianchi, le gambe dissolvono ogni spinta, il vento subentra all'emozione, solleva , ondeggia fra le costole, l'aria afferra la vita, il giorno si contrae, non protegge l'origine, l'unione precede il tuo amore, estate liquida scroscia, allaga le membrane, ruotare indefinito nel corpo, l'unione smembra una finta solidità. Le voci brillano, sono le stelle, sono l'energia mentre si concentra in energia, sono l'incontro con la propria vita. Il sonno aleggia nei depositi di terra umida, prati onirici presenti oltre la vita attivano l'ultima primavera, il dischiudersi delle forme, la circolazione assorbe il proprio cibo, ramificarsi dei cuori, ottieni la perdita, solidi umori franano nelle gocce d'acqua, tempesta illusoria. La pressione generatrice medita nel suo essere statica. Completamente immobile pulsa ovunque, crea senza volere, il brio delle emozione erompe ma non è che lieve pressione, delicata aderenza dell'amore, il contatto svanisce nel contatto, il miracolo della pressione è la vita stessa, è l'evocazione dell'anima e dell'amore, è lo slancio dei corpi, è i l radicarsi degli alberi, trecce floreali innervano l'invisibile, la pressione precede l'apparire, toccarla, scomporre le emozioni, la terra evapora in se stessa. Il silenzio opera. Senza apparire modifica, immobile ma impulsivo, si accartoccia nell'aria, stringe le braccia degli esseri, afferra, dissemina l'esistenza. 4- La casa freme avvolta nelle radici del bosco. Luoghi palpitanti tingono gli umori, tremano i tessuti in formazione, il piacere del contatto appare, vicino al focolare l'odore della cenere umida, l'inverno appena trascorso, le pietre rotte dal gelo, ovunque scintille senza forma, senza luce, appoggiano il velo di una presenza incompiuta, la cellulosa del legno si squaglia, le grondaie intasate dalle foglie, cunicoli serpeggiano nei cieli, colmi di lava, affondano pigramente, sono le arterie, le zolle ricoperte da erba profumata. All'aperto, nel cielo, nella terra, attento, dimentico della presenza, le nuvole rotolano attraverso le figure, il lago emerge, incontri come unioni. Respira il fiume nel silenzio del cuore. Cime di alberi altissimi ,piegati dalle stelle, strusciano il velo d'acqua, immergono, saldano le radici tra i coralli. Il movimento del petto solleva la spiaggia, i ciottoli ancora caldi scivolano lungo i fianchi, il petto si concentra, il calore invade il cervello, il lago illumina , abbaglia, si raccoglie nel centro della testa, l'uscita completa il tragitto. Le mani trovano il sostegno della terra. La pressione esercitata, raccoglie le siepi nel flusso del vento, del respiro, le ginocchia sprofondano nelle zolle erbose, la superficie del mare invisibile copre il suono, avvolge i movimenti, altri oceani risplendono , il contatto del silenzio promuove un insolito coraggio, immobile, inoffensivo. Il cielo si avvolge nel mare, nella terra, nelle mie carni, il cielo dilata il suo apparire, sostiene lo slancio del cuore, mitiga la stretta eccessiva delle mani stanche, il cielo avvolge il silenzio, avvolto di silenzio scivola in una pace lontana, il cielo è l'impercettibile movimento delle siepi nell'assenza della brezza, la mattina, torrida estate. Improvvisamente un mosaico di estasi scompone le manifestazioni, un'indicibile presenza nella giornata assolata. Luce senza luce, tensioni senza movimento, il mutamento di pressione avvicina ed assorbe senza distruggere. L'aria, più lieve del solito, è mossa dall'amore.

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Title:"new_team", video-comunication, 12 April 2013,duration:0:09:56,file wmv.size 65MB, streaming 1000k

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