My videos, images, musics and others, that can be seen and freely downloaded by anybody from this web-site, may be considered "alternative"mainly because nobody has to pay to get them. I won't say anything about my own idea of video-art, images or art itself, because I hope my works are able to give enough informations about it. No explanations are needed.. Each video you can see in this web-site is part of a longer video I have produced and converted into MPEG2 for DVD. I only want to do one general statement: I use internet comunication because I believe that it has become a comunication instrument just as independent as cinema, TV or visual arts. My name is Virginio Sparavigna. I live in Italy.

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Le fontane solari trascinano e gonfiano lo spazio. Nella mente esplodono mosaici verticali, torrenti innevati sollevano il corpo. Lacci luminosi si aggrovigliano alle cartilagini, Le terre serpeggiano nei vapori notturni, paludi di alghe. ll viaggio silenzioso entra nella vita, contatti morbidi afferrano l’amore. Il calore guida le parole nel dilagare del vento. La finestra è invasa dalla luce. Pressioni luminose scorrono nelle emozioni. Oltre l’intensità mi raccolgo di nuovo nel cuore, nel ventre, nei polmoni, la corteccia galleggia nel fiume. Lo scorrere dei corpi nutre il distacco. le foglie accumulano l’inverno tra le corde piovose, le mani scivolano fra le balze innevate, il suono allontana l’azione, lo scoglio alpino rimuove il gelo, il giorno notturno prende le nascite stretta nella pelle, la mente lascia andare i veli, esseri condensati in pochi impulsi.. Il gioco del cuore si interrompe nelle lacrime. La curva del sentiero è l’ultima sosta. Nella decisione viene rimosso ogni tentativo, la serietà dei vortici libera dall’ascolto, LE FORME ABBRACCIANO IL VENTO, le parole staccano ogni ornamento. Tradire non è più possibile. la valle è sempre lì, raccolta alle pendici dei propri fiumi, rivolta tumultuosa dei viventi, ora il distacco conduce alla propria vita, animati senza inganno. L’entusiasmo adegua lo slancio all’intensità . Le mani premono le ginocchia, spalancano le inguini, il calore coagula nei torrenti i respiri esterni, incontri, unione. L’acqua appare nell’aria, fresca, travolgente, abitudinaria. I suoi abitanti avvolgono lo spazio polmonare, flettono nel cono interrato, trasudano teste, docile cibo offerto nel riflesso dell’alba. La corrente spinge le strade in intricati processi marini, nodi muscolari forzati, intessuti di rame ossidato. La tua offerta ondeggia nello sguardo della lucertola. I battiti della terra avvolgono la mente, inarrestabile ascesa dell’invisibile luce, una pressione fra i seni, la pelle dona rifugio agli insetti, Le costole allineano la composizione di pressioni, nel dirigere il vento sciolgono la propria acqua, la valle rivolge le fonti nei fossati incrostati di luce, le colline disciolgono il pianeta nella stretta dei piedi, il calore apre le vie esterne al corpo. Il respiro ignora il tuo avvenire. Alcuni suoni, un lungo tragitto, gli abbracci del cielo, i muscoli scuotono le cartilagini, tuoni interni. Negli alberi, avvolto dagli insetti, il luogo dell’amore espande i canali. Le correnti nutrono i cieli. Il riverbero del contatto raggiunge il fondale, la mia superficie. L’agire crea una cavità in cui sostare. Lanciarsi all’esterno della cavità per diventare un impulso. I corpi del cosmo tuonano nei silenzi. La libertà dissolve la realtà. Nelle braccia, nelle gambe, nel pulsare della luce, il salice nutre le acque. Gli sguardi si posano sulle conchiglie umide, intrise di bagliori, cenni umorali dello spazio, nello sfaldarsi della forma, intima, rudimentale emozione. Da dove siamo venuti la luce brilla senza sosta, il vento gioca nella polvere dell’amore, gli oceani condensano creature impulsive, la cascata erompe nel fiume, abbracci. Il profumo della sabbia bagnata espande la presa oltre il suono. Le mani parlano di libertà. Sangue e vita nella memoria. Il colore filtra nell’oceano, incauti rapporti, il legno fiorisce nella brezza cellulare. Nati. Oltre le mura del cuore. Piegano i rami, raccolgono, camminano, estendono pelli ospitali donate dal sole. Lo stomaco si contrae fra i piedi di un neonato. L’accoglienza dissipa bagliori inanimati. Morbida oppressione delinea il volto. Il confine della pianura brilla per la neve. Il pomeriggio è modulato dalle api. Il sangue assorbe la mente, fiorisce, eccede. Mani insistenti spingono il respiro nelle correnti che scorrono ovunque, libere, vive, nessun volere le conduce. Perché indugiare nello spiegare l’esistente? Il sole scioglie il cielo nei suoni urbani. precedere l’esistente è il distaccarsi per poi lasciare un impalpabile tranquillità discendere la via affollata. Il contatto avvicina. Masse d’aria avvolgono, il loro movimento respira, sulle foglie la brina germoglia, il sorriso è denso ondeggiare, lo sguardo avvolge l’apertura del petto, non c’è bisogno di un’intesa, i passi assorbono, innalzano, diventano radici. Avevano ali immerse nell’oceano. Lampi fragili, amici nel cuore, canali percorsi nell’incoscienza della gratitudine, Le braccia risuonavano nello spazio. Uscirono. La passione lega le mie mani al tuo passaggio, veloce inondazione luminosa, intensa grandine solare, cibo irrisolto vortica nel sangue, abbraccio incolore, costante nel riconoscerti, oggi come ieri le nuvole tuffano l’ansia della luce nella gelatina polmonare. Agitazione ed intensità, rime incomplete e promesse furtive. Legami lanciati negli oceani, una scia nell’acqua traccia il percorso di un pesce. La sua corrente emerge in un’aria vuota, popolata di lampi pomeridiani, anche il loro agire promesso nel cuore. Mi unisco e non ci sono più, l’umorismo dimora nel lago, non mi cercano, non mi trovano, l’intensità avvolge, le parole pulsano, la pelle scricchiola. I tuoni avvicinano le ombre affamate alle ossa, cibo per gli spiriti elettrici. L’acqua scorre, travolge gli spiriti, travolge le ossa, il canto malfermo del pasto devia la corrente del temporale. Trovo te ad aspettarmi, il pasto è rapido, scosso da risate spensierate. Eppure non siamo vivi, non siamo morti. La pulsazione più intensa è quella dell’albero, il vento origina da lui, nel legno le ossa germinano, la pioggia si appoggia alla sua luce per raggiungere altre correnti, i canali sono le radici stesse, poi l’albero nel pomeriggio espande gli orizzonti e si immerge, quindi lascia libero l’oceano di pulsare nei nostri petti, le foglie volano, distaccano scintille, il calore segnala un arrivo. La folla nella strada pulsa nel lago. I vapori disegnano le parole della natura, lontane dal senso.