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1-Le radici degli alberi si proiettano verso il cielo, l'acqua copre il suolo, la luce si tuffa nella profondità della palude, gli alberi sono il cielo, il vento unisce, l'aria fredda e vitale è la bocca, immerge i denti nella densità oscillante, le dimensioni elevano rapidamente contraendosi, l'acqua è molti canali, molti corpi, membra, le radici flettono i cieli nel cono delle paludi, l'immersione è aria libera, l'acqua sopra e sotto, non esiste più la mente, né alcun cuore, l'unione procede senza nomi, molti contatti sinceri, immensi, la schiena è iper-flessa, il luogo non è mutato, cedono gli ostacoli. 2-Il freddo giunge senza preavviso, dona flessibilità alla foresta, alle membra degli animali, il freddo preme l'aria nel vento, la loro unione dirompe sonora, aleggia nel focolare invaso da fiamme compatte, gelide, sollevano aromi salmastri, riempiono di sabbia la vallata, i crostacei giocano nei bassi fondali cristallini. Un'ampiezza invisibile avvolgente, legami di libertà. Gli occhi sono la luce non visibile. Mani trasparenti traggono l'acqua dall'aria, notte eterna muove l'oceano oltre la vita. Gli insetti ronzano nel pomeriggio, l' inverno si ritira nel corpo, gli ultimi richiami del ghiaccio lambiscono la schiena, discendono le fonti, irrompono. Il cuore è un animale fluttuante, intima presenza decomposta fra le scintille della tua visione. L'apparizione dei paesaggi è il moto, lo spazio è il loro incontro. L'acqua determina la germinazione, dalla privazione dell'essere scaturisce la migliore profondità. Il calore spinge altrove. Il canto dischiude i rami contenenti la brezza. La corsa devia nell'interno diventa sempre più lieve, il contatto è l'ascolto assordante. Gli spiriti intensificano la loro presenza, sono il corpo mentre vola altrove, dissolvono il gelo caotico degli esseri. I canali ricevono l'acqua montana, i laghi assorbono i cieli, le profondità accolgono il canto delle radici, le visioni riconoscono i propri spiriti, il contatto muta, libera dal suo agire. 3-Vola fra le braccia, l'abbraccio denso, luminoso, profondo, immerso, immergente, fiorito, sonoro, sabbia nella bufera, tempesta di luce fra le mani, il sapore del salmastro affievolito nella presa, sudore e cereali secchi, le crepe nel fienile affollato di lucertole, il sole appoggiato nel cielo, un pretesto dell'amore, ridente fra gli insetti, corpi caduchi ammassano energie, scintille lievi, piumose, polveri dell'amore grondano, accumulano passaggi, incontrano le siepi pomeridiane ricche di richiami, la memoria intreccia i volti, immobilità piovosa, spiaggia fluorescente dell'altopiano, alghe secolari rigano la roccia, crepitar di stelle, i puledri sollevano la prateria, pioggia incolore nutre le ali, il volo slancia le vie nelle trame paludosi, gli estuari sono sinceri, ritraggono la densità in un accenno, rapido intensificarsi, le presenze sovrappongono strati su strati, i fianchi sudano per lo sforzo. Il prato afferrava le radici, correva nell'aria, univa gli scarti inquieti dei merli, gocce animate riempivano e nascevano, l'odore dell'acqua piovana fresca e gelida penetrava le radici, sollevava le anime nei canali indistinti, le caviglie piegate dallo sforzo, tendini stanchi, natura sciolta nell'emozione, muschio rappreso fra le dite, i colori liberano le immagini, la forma scivola via, il cuore adegua l'essere al manifestarsi del trapasso, tetti sognanti pieni di rumori e promesse, ancora lucertole rinvigorite dal sole, guadagnano la corteccia evitando l'acqua stagnante, sibili precoci, il petto stacca l'aria, nascere tremando nella laguna nascente, il sole separa le presenze, fiacca il suo stesso apparire, il sole mima i cieli, i cieli rivestono la mente, fin quando qualcuno li osserva, poi i tratti confondono l'essere, venti raggomitolati nel cuore liberano l'attesa. La strada promette la vita, incontra l'estate, riprende la sua pelle . Delicata ramificazione tiene sospeso il fiume tra gli abbracci di organismi. Fluire senza ripetizione, il contatto non ostacola. 4-La forte pressione dei lampi introduce le sfere del cuore nelle carni, scuote oltre i limiti l'intera muscolatura, trema nel vuoto, sussulta, devia il percorso, lo unisce a quello dei corridori della prateria. Canti queruli fremono scomposti, tensioni striano le pelli, fraseggi corrodono il limite. Le alghe della vita allargano la propria scomparsa, rimuovono le emozioni, flettono sotto la pioggia degli umori. I mulinelli del vento arrestano l'impeto dell'acqua, pareti scoscese accolgono i fluidi carnosi, molluschi abissali proteggono i pianeti, ghiacci retrattili mimano l'amore. Le palme strappano lembi di nuvole dai cieli, montagne marine ruotano risalendo i fondali, l'incontro avviene in ogni respiro, avviene in ogni silenzio. Oscurate dall'intensità le fronde degli eucalipti uniscono i suoni, l'atmosfera cessa il movimento, diventa una pigra, inarrestabile inondazione di prati appena sbocciati, l'aurora radente brilla fino a dissolversi, la concentrazione cessa, la realtà implode nella visione, la visione accede al reale senza poterlo, senza saperlo, una lieve pressione solleva i fondali, bacia gli animali, predispone l'ascolto. Giunge il fiume nel vento, arrotolato in pianeti trasparenti, lamine di corteccia oscurano l'aria, il calore di corpi invisibili genera i declivi vitali, piane lagunari tratteggiano la successione degli orizzonti, il caldo estivo freme nel petto, impone la sua presenza ai frutteti fluttuanti. Il respiro terrestre sembra tortuoso, spinto contro le coste da mandrie ovine migranti, il fronte oceanico dissipa la propria risacca fra le pieghe della lava appena rappresa. L'entrata e l'uscita si svolgono incessanti, boschi di anemoni stormiscono fra i coralli, reti di ghiaccio interferiscono con le stelle, il fluire raccoglie i getti dei cuori ai piedi delle radici, il sole pulsa debolmente nella vegetazione rarefatta, presenze palpabili non appartengono ad alcuna realtà. Il canto delle anatre perfora l'illusione, ancora un altro mattino massaggia il corpo mentre le membra si coagulano sulla riva del lago, nebbia luminosa discosta la vita dall'apparire, i rami del cosmo aleggiano nell'eclisse, il bagliore lieve e delicato del silenzio ricompone il dormiente, poco prima dell'alba, ai piedi delle cascate, natura argentata. La sera allenta la tessitura del reale. La coscienza si dissolve, palpeggia i tralci della vigna abbandonata, gloriosa nel suo fiorire selvaggio, tracce di daini nei cespugli spinosi, l'armonia ringhia, non ama i complici. La luce è lo sguardo privato della presenza, l'apertura oltre il cuore nell'invisibile lucentezza dell'estendersi senza corpo, la materia fiorisce , impenna l'essere nelle mangrovie incantate, gemme sonore frangono gli oceani luminosi, un altro perimetro ritaglia dimensioni frattali in cui i bovini al pascolo sorseggiano il disgelo invernale. Ospite fra le montagne ghiacciate, frantumato nell'aria, amato dagli insetti invisibili, ali tattili sospingono fra le dune ghiacciate, i luoghi appaiono, un debole evocare li lambisce. Le emozioni abbandonano il pianeta, libere, finalmente, fluiscono e concentrano, l'unione delle emozioni ignora le parole, i terreni in tempesta retrocedono nei fiumi, risalgono fra le chiome ariose, si trasformano in passioni tattili, terra lucida, specchiata risale fra le ossa, mormora carnosa, amorevole, preme nelle forme, giunge nel palato, dischiude il cuore in un' offerta sonora. La corsa comincia. I piedi spalancano il vuoto, il sudore è il frusciare del vento, nelle gambe le onde marine oltrepassano il confine. La distanza dischiude gli occhi nel precipitar del cuore, le mani si appoggiano, flettono l'aria, ora densa , gommosa, la corsa insegue, cattura e libera, le onde intrecciano l'altipiano. 5-Nell'aria petali spezzati dal sole, fragile estasi del bosco, torrenti aerei salmodiano l'inverno futuro, rapsodie infernali fluttuano e stridono tra le pietre voluminose, la melma agita il parco nei fondali, luci sottili invadono le praterie di conchiglie, mormorio di ragnatele arruffate dal vento, soli dormienti rotolano nella brezza finale, tensione articolare snoda le membra tra le voragini aperte nel nulla, il cuore espande l'ultimo respiro fin al di là dell'altopiano, pioggia rada lo raggiunge nella pace dell'abbraccio, l'ultimo pasto, poi adagiarsi nella neve sabbiosa trattenendo altre presenze, i tratti distaccano le vicinanze, disciogliersi di oceani, la tensione afferra, traccia il vuoto per unirlo al respiro del cuore, il luogo del non manifesto copre il silenzio. Le parole afferrano le anime, le serrano col peso dell'amore, esaltano il profumo dell'innocenza, ospitano la natura inconsueta delle fonti al loro dischiudersi, il respiro flette in se stesso, supplica il passato di liberarlo, disperderlo fra i raggi delle lune, mani robuste premono il petto. La vegetazione fluisce avvolgente. Cespugli di ginepro segnano i sentieri, felci invernali cariche di neve, ginestre fiorite premute fra i sassi, la corteccia dei castagni nutre i profumi, siepi di rovi affollati d'insetti, rocce luminose aprono la via del lago, in alto, a strapiombo sull'oceano articolare, lievemente adagiato nella nebbia, spazio solare volteggia oltre il cielo, costudisce la bruma cadente, destino estivo dei relitti corallini, plasma la costa di flora animale. Nell'erba l'acqua ristagna, dissolve. Le radici della gramigna sostengono zolle fiorenti nel vuoto dello strapiombo, fertile polvere cade nel dirupo, il fondo addensa milioni di fiori, spinta di gioia priva di tracce. L'aria è viva, intessuta di clorofilla, scorre su sabbia animate, solleva le creature in strati di pressione informe, afferra le emozioni, le conduce al limite, docili tentacoli nuotano fra le onde dei venti. Bagliori volanti sollevano il terriccio, cupole di tufo si ammassano fra le montagne, nell'estendersi verso la laguna si disciolgono in una fanghiglia profumata, luogo di riposo, nutrimento degli spiriti. Le colline emettono prolungati richiami, labbra sottili sfiorano gli esseri, pulsazioni tattili innervano il vuoto, destano le forme nei cuori delle Nature. L'impeto abbaglia le presenze, le ginocchia trattengono il peso, sollevano l'anima, cedono nel fondo. Lo sguardo tocca la mente, abbraccia i messaggeri degli altopiani, chiama la brezza del vuoto e, infine, niente è più trattenuto, corpi su corpi slanciati nei vortici senza volto né forma, il velo della spiaggia dissolve, guida nel sogno le gemme del reale. I fiori crescono nelle intemperie. Perdurano in effimere presenze, fluttuano indisturbati tra gli involucri dell'esistenza, ramificano, intrecciano, stormiscono nel mattino senza inizio, siepi odorose aggravano la primavera, onde di petali sovrastano i cieli, pioggia invisibile scioglie l'esistenza, un immenso liquido pulsare scompare nel proprio slancio, riconosce il richiamo di un gesto voluto, lo scaturire di un sorriso, il pomeriggio trema per la fine imminente. Libero, il cielo è un bagliore amorevole, determinato, il contatto risponde al richiamo, semplice, dischiudersi nell'oceano dall'interno, vivere, il cuore prende il sopravvento, guida il canto tra le forme mutanti, lo spazio del respiro completa ogni entrata ed uscita. Tra i sassi carnosi gli insetti stantuffano rapidi, popolano colonie di camelie, recitano il futuro di un tempo remoto, palpeggiano il vuoto, lo premono da ogni lato, evitano la chiusura, presto si dissolvono in voli frenetici, fantasia ossuta di creature lievi ed alate, membra di polvere, gesti senza forma, tali sono i richiami delle colline, degli oceani, dei volti alati, l'assorbirsi ignora qualcosa, prende la terra nel suo costituirsi, bacia i bagliori dei funghi notturni, pace innevata flette liberandosi dal cuore, le costole sostengono la presenza, il canto si raccoglie tra le mani, acqua sonora penetra nelle membra, non trova più nessuno. Le mani Presa leggera , luce sotterranea, animali paludosi sollevati dalle onde, gioia inconsueta scivola nelle aperture, gerani notturni uniscono, trovano Le mani sollevano il corpo. Posizioni slanciate, cuori illusori discendono giardini collinari, erba altissima fascia gli albicocchi, Fremiti nella brezza estiva, crepitio invisibile, incontro, le mani si spalancano: apertura sonora. Canti di scimmie, corse nella vegetazioni coperta dalle scintille, menti disarticolate liberano, la linfa percorre il cielo. 6- ll magma erboso denso di vapori percorre il corpo, manto carnoso, rivoli di emozioni legami linfatici crescono nelle dune, sabbia interiore ricopre il sospiro nascente, le nuvole traggono energia dalle schiene piegate, mani rugose assorbono il tempo, il suono dello spazio introduce nel silenzio, pace animata in ossa sfumate, detriti di pace colmano i ghiacciai del respiro, la natura si anima, cede, dimentica per vivere, finalmente. La calma dilata le azioni del vento, moltiplica gli oceani nell'interno inanimato, riduce il contatto tra i percorsi dei torrenti, lenta risale una marea spumeggiante, fragili creature popolano il bagnasciuga, grappoli di soli interrano i fiumi, assorbono la boscaglia, sciolgono il silenzio. Il cuore percorre la linea della costa, tratto dal limite, fuso nel tatto, accecato dal moto delle montagne, riposa il cuore nel germogliare fiorito, denudarsi nel silenzio, incontrare e non chiamare, cedere il contatto dei nomi, cedere la presenza, fremere senza respirare, la sabbia rotola fra gli sterpi, si solleva oltre l'orizzonte, polvere vitale nutre cristalli di ghiaccio, la vita increspa il silenzio; nel silenzio l'incontro brilla senza esserci. Il bosco cresce nel rigoglio delle acque, la riva della vita accoglie le presenze inanimate, tratteggia un'alba apparente, immersa in se stessa. La concentrazione nutre una creatura, nasce dal cuore, sale fra le luci, assorbe la concentrazione, osserva la marea montante, ignorala città, pulsa nell'emozione, infine arretra, cessa ogni battito, dimentica la concentrazione disperde la dispersione. E' il vento l'animale più distante dalla memoria. Precedere la chiusura di un fiore, avvicinamento delicato, la notte incoraggia l'umidità del bosco, congiungimento di oceani, premuto nella pelle, la pelle percorsa dal ghiaccio, dal sole autunnale, desiderosa del vento, eclisse nella foresta, l'aria inspira la sua presenza. Il suono degli insetti copre le voci. La vegetazione avvolge i cieli, la terra estiva è secca, anche la mattina la rugiada non ne penetra la crosta. Gli insetti stordiscono il silenzio delle montagne, riempiono lo spazio di pressioni frammentanti, la polvere cattura l'umidità dell'alba e galleggia a mezz'aria, per qualche ora, bagna i volatili, infine si posa al suolo mischiandosi alla sterpaglia odorosa. Le querce cantano e attraggono nel reale spiriti inanimati, paludi trasparenti incanalano le nuvole di calore affamate di sassi, rocce, scogliere franose. Il giardino brulica di farfalle. Volumi ondivaghi spostano le loro presenze lungo i solchi del vento. Nell'erba i porcospini passeggiano disturbati da colonne di formiche rosse, le serpi si arrampicano fra le rose abbracciate alle rocce a ridosso del lago, la frescura pulsa tra le foglie spinose e gli ampi fiori anche nelle torride ombre del pomeriggio. La luce trema nelle menti oculari, gli atti rifuggono l'agire, spinte condensate in emozioni pressano le membra, ne costituiscono le ossature, le emozioni affluiscono nelle epidermidi, riluccicano nel liquido vitale poi germogliano nel vuoto se amate in una immobile tensione. Il calore autunnale distende le energie accumulate, l'invisibile gronda nelle gole delle montagne, si posa sui giacigli, accumula un terriccio di natura luminosa. La marea , incalzata dal vento, unisce il suo percorso all'autunno, la loro unione è il distacco del cuore, il respiro sprofonda in uno statico torpore, le membra accorrono libere nel silenzio, in attesa da sempre. 7- Il silenzio riempie la giornata, invisibile passaggio lega il nido del cuore alla luce degli alberi, profili arborei urtano le nuvole, campeggiano al di sopra del terreno appena liberato dai ghiacci, orme della marea sospingono il suono nell'interno, il silenzio assorbe l'oceano all'alba, prima che la natura reciti il proprio agire, scorre nell'incavo del nulla un soffio, trema il pianeta, il giorno accoglie le immobili presenze. Il terreno muove le creature con grande intensità, ruota il contenitore, salgono le montagne fra le cascate del suono, uniscono il riposo del fiore al mormorare delle notte, respiro del tuo corpo illuminato dal contatto, slancio continuo ritorna nelle fonti, gioco di respiri ansimanti insegue il sole. Il vento tratteggia il pomeriggio, le membra colgono le ramificazioni degli spiriti, l'azione scaturisce. L'interno agisce nell'invisibile. Vicini al cuore, aderente all'epidermide, neanche esercita una lieve pressione, tenace nella sua presenza è attivo, completo nel silenzio, assente nel volere, delicato alito floreale, una luce abbagliante accolta tra le posizioni, un avvicinarsi semplice , nel cuore, oltre il cuore, il suono abbaglia per la gioia, felice ottiene il nulla dai desideri, l'emozione si scioglie nel ghiaccio, onda d'urto del risveglio, dissiparsi delle forme, le mani posate sulle cosce, il calore ripopola i tessuti, le orbite dei soli intrecciano i tendini, l'erba distende il cielo. Gli spiriti sono un nome offerto al sogno del passaggio. Le mani possono afferrare l'evocazione, agire nell'incolore, muovere pressioni interiori estese, addensate fra gli strati delle emozioni, lasciate vagare nei fiumi, poi il corpo liquido irrompe dall'interno, assume i battiti della palude, degli uccelli, la determinazione degli insetti, il volto si stacca, sale nel cielo brilla senza apparire, linee di vita afferrano la trasparenza, l'erba incendiata dalla luce sospira, il suo rollio decide il distacco il cui apparire è trasparenza, sono i gesti lanciati dalla tua mani per offrire la marea mentre si riassorbe, il corpo dolente penetra l'alba, l'acqua flette e si disperde, il giorno comincia. Nella capanna gli odori accumulano, impregnano i pagliericci, il pavimento di legno sa di petrolio, di notte il silenzio decora l'interno di presenze naturali, sfalda il basamento, la terra assorbe le cortecce. Nella luce del giorno la capanna mangia le stelle, insetti sostano sul tetto, la luce scivola al di sotto dell'unica trave, disegna il suo fiore fra le pieghe del corpo piegato, l'ombra sussurra l'uscita dalle membra, il ruscello montano cancella la capanna, è freddo, dissetante, raccoglie altra vita tra i sassi scoscesi, brevi onde fendono l'erba, quel ch'era una persona ora evapora nella freschezza di un mattino senza tempo, capillari di linfa si uniscono nel sole. Le emozioni assorbono la spinta del vento non manifesto, alba ovunque il respiro appaia, panneggi fluttuano nell'interno dello sguardo .Il passo svelto risuona nel sentiero, piede arrossato dal fango, sterpi rigano la pelle, umidità protegge, calore dell'interno scende, la terra morbida, il nuoto tra le alghe dense, palude e sentiero, canali di vita impalpabile. Il tuo agire disperde la tensione, creste solari pulsano libere, striano le piante, mormorare animalesco delle foglie, eucalipti estivi tra le chiome, l'aria riassorbe i tronchi, esistenze senza luoghi. Membra nucleari nei cespugli notturni.

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Title:"chronicle", video-comunication,, 01 April 2013,duration:0:02:46,file wmv.size 18 MB, streaming 1000k

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