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1- Le onde prendono la forma del petto, sollevano lo spirito, lo moltiplicano fra i soli, alzano il calore del cielo, velano il contatto del vento nelle membra, gli strati delle tensioni sorreggono il flusso delle onde, aleggia un volto, un sorriso, le mani splendono, alberi trasudano in trasparenza, foglie acquatiche fremono, sono le mani, ottengono un'altra emissione, le brezze muovono verso l'addensarsi dei corpi, scaturisce altro vento, sollevarsi della memoria, nel mare il flusso inverte la rotta, il bacio di un gelido fondale, le squame del giorno brillano nel corpo, danno la vita alle radici emerse, il tuo sorriso, la tua presa. Trovare, incalzare il vortice serpeggiante nella terra umida, opaca fra le ombre delle agavi, il giardino sabbioso sospeso nel pomeriggio, il mare vicino alle radici, profumo di sale, pini, resina secca incrosta le dita. Le vie incidono la sabbia. Randagi solari solcano. L'orlo del tempo, echi insicuri popolano il litorale, affonda il contatto della vita nell'oceano prepotente, radicato nella luce galleggiante, i tuoi occhi sciolgono l'attrito, i rami ammucchiati dal vento e dalla risacca s'impigliano nei sassi, lanuggine di capra rotola tra gli sterpi, la vita assorbe la vita, è il coro assordante dei grilli marini, il gelo delle montagne racchiude le membra, slancia il colore immoto racchiuso tra le mani. La costa immersa splende mentre collassa, lento sfarinarsi delle correnti terrestri, cristalli sminuzzati nell'oceano, dono di luce alimenta il calore intermittente, spinte poderose staccano le alghe dai fondali insicuri, correnti ascensionali dense di vapori germogliano nei cieli, fiori scrosciano nel cosmo silenzi cromatici. Notte affusolata nell'epidermide. Il percorso della percezione smuove la carne, le fibre estatiche polverizzano il respiro, l'aria liquefatta cola nello stomaco, alimenta l'attività di pulsazioni articolari inorganiche, lontano dalla pressione la presenza si attutisce, ogni contatto ruota inanimato in un silenzio stupefatto. L'alba perde il suo corso, riassorbita nel cuore oceanico giunge lampeggiante fra le costole, instaura il calore della comprensione innaturale. Mi afferro e scorro liquido oltre le mani, la presenza sfugge il controllo, il giorno brilla nell'ignoto del cuore non manifesto. Nel volo le braccia operano il distacco, la terra ricompone il silenzio,, l'erba germoglia nelle pozzanghere viventi , muco floreale s'inabissa nel petto, la terra avvolge, splende nel non apparire, Brillano le onde di laghi microscopici. 2-Il calore concentra la pressione nel cuore, il cuore evapora, il vapore è l'atmosfera , l'umidità è il luogo in cui l'aria sorge, per via della pressione coagula la presenza, le presenze attivano il calore, il calore sposta l'agire, l'agire non ha forma, l'agire è la forma, l'abbraccio è la pressione nel silenzio prima che sorga il cuore, la voluttà terrestre, friabile esistere nelle dune del vento, della vita, il calore discende in se stesso, presenza indefinita nell'impossibile volteggio. Il dominio dell'amore è la propagazione dell'estasi nel nulla, il contatto dell'inesistente nel proprio essere animato, l'immergersi nell'inanimato in nessun luogo, un tuffo lungo una vita, sprofondare negli steli fiori altissimi fluttuanti oltre la terra, germoglianti nel dileguarsi degli atti. Il volto cede all'emozione, naufraga nel calore che irrora la mente raccolta in un pugno di terra. Gli alberi si scompongono nella luce preesistente, fogliame invernale presagio della quiete, la densità assorbe il canto, deposito di rugiada impercettibile tra le foreste non emerse. L'esistenza non ha proprietà, non ha confine, non è una relazione, è i l dileguarmi nel tuo sopraggiungere, la vicinanza della tempesta è un cristallo irriverente. Vicino alle colline il sole emana suoni notturni. Il vento è contenuto nei suoni, emerge come calore, le colline sono onde degli oceani, l'aria assorbe il sole, l'aria che non respira fluttua nelle braccia. Sembra il mio corpo mentre la neve lo solleva, le presenze allontanano i bagliori affamati, i vortici volteggiano, in anticipo sulla foresta. Le mani appoggiano il peso nel vento, lo spazio è amalgamato alla densità dell'amore, immerge le rocce nelle vie lontane dall' attenzione. Piegato dalle mie stesse pieghe gravito nelle cavità autunnali, la terra secca, aperta, pronta ad accogliere. La presenza non permane, friabile attenzione dispersiva, bagliori caduchi arretrano, distanziano per limitare e liberare. Il primo movimento mi ha dato la libertà, quelli successivi hanno abbracciato la vita rendendola minuta, hanno abbracciato la vita oltre i suoi stessi confini, il calore del sole, un'amicizia. Appena mi allontano i fiumi compaiono, scorrono esistenze al posto del vento, le terre diventano suoni densi e imprecisi. Il corpo sfugge, ritorna fra i sassi roventi. Il gelo mi abbraccia, altrove da qualche parte tra i cuori. 3-Arriva . Trova il raccolto estivo già stipato nelle masserizie. Solleva la paglia, la terra mormora. Il canto unito nel silenzio osserva, mi allontano da me stesso le foglie scivolano veloci nelle luci. Disperdo la mia immagine. I riflessi riassorbono la luce. Tace, il corpo sospinge le correnti nelle tundre lacustri, le anche accolgono le membrane solari, assorbono i palpiti delle radici, piantagioni di fragole trapassano, liquefanno il petto, la luce piega e imprime le immagini in carne corallina, linfa argentata lubrifica la corolla del ventre, canti inarticolati dischiudono i prati ghiacciati. Le foglie si avvolgono attorno al corpo del sole, il cuore placa la febbre di vita, lo sguardo adesso libera la mia presenza, polvere oceanica disperde il cielo, trasuda nel petto, ristora il grembo.

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Title:"body_scanner", video-comunication, 03 May 2013,duration:0:04:14,file wmv.size 21,6 MB, streaming 1000k

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