Appunti e visioni su yoga e d'intorni

Last update 18th December 2007

18 Dicembre 2007-Le parole acquisiscono il proprio senso e la propria libertà attraverso la negazione della realtà in cui vivo e la negazione delle proprie stesse regole.
Le parole, sapendo negare senza ostilità, creano un'intensità sconosciuta che sgretola e spiega il paradosso

27 Novembre 2007- Fin dove il corpo si estenda
A fronte di una narrazione discorsiva,costituita da parole,di ciò che l'immaginazione può produrre, immaginare e creare come realtà in carne ed ossa, ho a disposizione un corpo e un cosmo che non paiono per niente immaginari. L'emozione più difficile da comunicare è relativa al fatto che ogni passo descrittivo dell' attività di immaginazione non indica un astratto concetto ma vera carne e vera materia, il concetto del resto è lui stesso fatto di materia anche se la sua caratteristica è quella di ritrarsi da una parvenza materiale e sembrare un qualcosa di astratto. Un equivoco millenario è proprio quello che tende a indicare nel pensiero filosofico un'attività che distacchi l'umano dalla materia e dalla animalità. Questo distacco è impossibile, io sono materia ( e immaginazione al tempo stesso ) e l'illusione di qualcosa che non sia materiale deriva dalla mia intrinseca natura illusoria di definirmi come una quantità di strutture chiusa interagente con un cosmo popolato da infinite altre strutture chiuse- chiuse dal mio stesso agire-. Immaginazione,intuito e materia esistono ed agiscono contemporaneamente, ritenerle separate e agenti in modo separato, discorsivo e diacronico è vera illusione, l'illusione da cui scaturisce la visione psicofisica del cosmo in cui ordinariamente vivo. Avvertire l'esistenza di un concetto come un agente non separante, non producente ulteriore immaginazione, è una percdezione fisica, è un atto profondamente fisico e trsformativo rispetto alla mia ordinaria visione del cosmo. Lo yoga in generale, lo hatha yoga in particolare, si occupano molto intensamente e attentamente delle possibilità di trasformazione della mia percezione psicofisica ordinaria in un qualcosa che sia legato al mondo dell'immaginare in modo diverso, più consapevole di come quel legame si esplichi, o che sia addirittura del tutto slegato da essa. Gli asana dello hatha yoga possono essere molto utili e adatti alla mutazione del mio corpo e della realtà circostante. La realtà psicofisica del cosmo è una precisa funzione della intensità con la quale io utilizzo la mia attitudine alla separazione. L'attività di separazione non è propria solo di ciò che abitualmente chiamo intelletto, pensiero o mente, ma è propria di ogni mia cellula, è prorpia di ogni elemento componente il mio corpo fin dove il mio corpo si estende. Lo hatha yoga, praticato con costanza e intensità, muta proprio questo corpo e via via che esso muta qualche novità si manifesta.

23 Novembre
La realtà che vivo ordinariamente sembra l'incessante risultato di una costante opera di chiusura: la realtà ordinaria  mi diventa nota e ogni sua notizia per me  è una sorta di potenza dalla quale sono separato, spesso in modo segretamente doloroso: quella separazione mi rinchiude all'interno di insieme di illusioni percettive dalle quali non riesco a liberarmi e delle quali divento completamente dipendente. Chiusura dopo chiusura comincia a risuonare nella sua più netta solitudine la voce della mia mente, del mio ego,  entità che sono qualcosa di talmente chiuso rispetto ad un esterno da sembrare autonomi e isolati. La mia mente e l'ego sorgono contemporaneamente all'esterno, in un cosmo eternamente esterno,del tutto separato da me; con quella separazione  comincio a sentire il peso  della percezione della distanza fra me  e qualsiasi cosa esistente dentro di me e all'esterno di me. Quel peso si tramuta in una urgenza ossessiva a trovare qualcosa che colmi la distanza, qualche spiegazione che me la giustifichi per aiutarmi a farla percepire meno distante, ovvero a farla percepire come una distanza che non mi precluda il contatto col cosmo. Purtroppo quella urgenza di solito mi porta alla conoscienza, ovvero ai concetti che eventualmente posso fraintendere come unificanti ma in realtà letteralmente  creano nuove realtà che utilizzo per tenere insieme la scricchiolante relatà ad essi precedenti.
Moltiplico  e creo io stesso realtà chiuse e separanti, realtà che sono l'una la causa  dell'altra. Il mio ego e la mia mente vengono affaticate sempre di più, la loro tensione e capacità di separazione diventano insopportabili. In effetti la mente, l'ego, la distanza, l'urgenza di colmare in qualche modo la distanza, la tensione che sviluppa i processi innescati da quella urgenza, sono tutti fenomeni che sorfono contemporaneamte e che l'ego, in quanto elemento separato e separante non può vedere e percepire che come distanziati nel tempo e nello spazio, come nel corpo e nella mente.

21 Novembre
La percezione del sè, l'immaginazione del proprio ego, sono tra la più appariscenti  operazioni di separazione operate dalla immaginazione.
La percezione  senza la specificazione del proprio oggetto è una possibilità di immaginazione senza separazione.
L'imaginazione opera come un agente  che può tanto creare  realtà separate , quanto riassorbire le forme separate. Cosa appare nella fase di riassorbimento della immaginazione e come appare quel qualcosa  ognuno deve scoprirlo da solo se ne ha il desiderio e l'intuito.
Immaginare in modi privi di separazione è una possibilità e un fare  che ognuno dovrebbe scoprire e tentare da solo.
Esistono i metodi ,direi classici ,di riassorbimento della immaginazione che sono quelli propri delle forme di meditazione del  buddhismo e dello yoga. In essi sono contenuti molti consigli preziosi e testimonianze  di percorsi  altrettanto preziosi, veri e propri tesori.
Ma le possibilita dell'immaginazione  nel suo riassorbirsi sono davvero infinite e nessuno si deve sentire legato a metodi e pratiche particolari.
I percorsi di riassorbimento dell'immaginazione possono essere assolutamente imprevedibili e possono utilizzare, letteralmente immaginare, i più svariati enti; non ci sono regole, infatti, se non nel separare.
L'immaginazione che si riassorbe può ricorrere a esperienze fisiche, all'utilizzo di concetti, colori, suoni, danze, allucinazioni,visioni,sesso, silenzio,solitudine,meditazione, digiuno, yoga, vita nella società,sogni,in una incessante alternanza  e disinibita vitalità.
Una  emozione costante  che provoca l'mmaginazione di riassorbimento è quella di un sempre maggior  contatto, vicinanza e attrazione verso ciò che normalmente si vive come separato, molteplice e individualizzato.
In modo equivalemte,nel Buddhismo Mahaiana si afferma che il percorso che  viene intrapreso dal bodhisatva viene intrapreso per il bene di tutti gli esseri senzienti.
Tale bene non è un proposito di semplice incitazione all'amore del prossimo del tipo noto ai cristiani mediante i 10 comandamenti.
Quel bene indica il fatto che la riuscita del proprio percorso implica una eguale trasformazione immaginativa per tutto l'esistente, non solo per l'esistente senziente aggiungo io.  Tentare di utilizzare l'immaginazione in termini di riassorbimento implica  sin dal principio l'accorgersi in qualche modo che non esiste un sè che agisce  in un contesto di riferimento. Quel che agisce è l'intero contesto nella sua interezza, ma tutto ciò va cermante percepito, non semplicemente narrato a parole. Infine è il contesto nella sua interezza che si riassorbe.

Ancora 21 novembre
L'immaginazione crea illusioni reali, vere, in carne ed ossa, che si possono toccare, con le quali si può parlare.
Il mio immaginare  agisce  incessantemente e accinge a qualsiasi risorsa, che si tratti di linguaggio,  di pittura, video, semntimento, emozione non fa differenza per la creatività dell'immaginare.
L'immaginare  non è mai mio, privato e individuale. Io lo percepisco individuale ma esso non è che un aspetto della immaginazione della natura che io vivo.
Non posso separarmi dall'immaginare se non illudendomi  e utilizzando nuovamente l'immaginazione.
L'immaginazione la sconto nella mia vita vivendomi come un qualcosa di separato dalla natura circostante e da me stesso. Ma questa incessante immaginazione di seoarazione io la posso interrompere e far cessare.
21Novenbre
La separazione crea opposizione, esclusione ,paura,scissione,estraneità.
l pensieri dela filosofia e della scienza scaturiscono da una attitudine percettiva che separa gli elementi percepiti. Nel separarli li vede molteplici, s'immagine l'esitenza di un'alterità che giustifica l'esistenza del pensiero ma che da esso è separata e che per esso è irraggiungibile. In particolare quella strana attitudine attribuisce al pensiero umano una qualità e raffinatezza sconosciuta ad altre forme di esistenza; quella percezione non può pensare che la natura nel suo insieme pensi. All'interno di una natura pensante niente succede per caso e non esistono molti esseri pensanti, piuttosto quel che agisce è una qualche forma di immaginazione creativa diffusa priva di singole individuazioni che può essere scambiata per un'azione creatrice di un cosmo in cui l'illusione della separazione fra esseri ed enti, e fra esseri e materia sia reale.
Quella immaginazione è priva di esitenza, agisce ma essa stessa non è che illusione e produce illusioni.
I concetti che io adopero sono utili per descrivere l'  habitat sociale in cui m'immagino di vivere; al di là di quel descrivere essi creano solamenete  realtà fittizie quali il pensiero filosofico,quello scientifico e infinite altre realtà  piò sottili  e nascoste da percepire.
La natura è viva, è illusione ma è viva. Essa è pura immaginazione che immaginando crea realtà.
IO stesso con il mio immaginare, che sia l'immaginazione che viene chiamato facoltà di pensiero o facoltà concettuale o facoltà artistica, creo  immaginazione che al tempo stesso è realtà,illusoria, ma draMMaticamente reale nella mia vita quotidiana .

20 Novembre
Mi sono chiuso in un recinto e dico:
nel recinto è la mia vita, la palizzata è il mio orizzonte,
il fuoco che accendo sarà il mio sole.
Il patto segreto fra noi sarà che di questo recinto si
deve perdere memoria, sopratutto di ciò che sta oltre il recinto va
cancellata ogni percezione.
e quindi i miei alberi sono i vostri volti, le mie foreste le vostre passioni, il percepire diventa finalmente mio, mio perchè diverso dal tuo e perchè assente  in molti altri.
Ciò che è mio lo possiedo e soprattutto mi separa dalle pericolose presenze che mi atterriscono e oggi cancello dal mio orizzonte.
Non posso conoscere ciò di cui nego l'esistenza. Evviva
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