Definire il luogo ove stabilire qualcosa di numerabile è un atto arbitrario, non verificabile nella sua verificabilità intrinseca.....     indietro

La decisione sta nel come generare  metodi per creare arbitrari luoghi numerabili e in che modo essi possano e debbano funzionare.

 

 Data l'arbitrarietà da cui la suddetta decisione prende le mosse,si deve convenire che un ordine numerabile può emergere, ma può anche non emergere.

Talvolta si possono avere delle tracce che non conducono a un ordine numerabile.

Si può convenire di affermare  che l'ordine è numerabile se ha raggiunto un qualche tipo di densità operazionale.

Da ciò si può affermare che nessun ordine, per quanto semplice esso sia, è realmente semplice.

Può, quell'ordine, risultare semplice nel proprio contesto operazionale,

ma la densità operazionale di cui esso è un certo tipo di risultato è qualcosa di estremamente laborioso da individuare.

Ciò che arriva in un secondo momento ad essere numerabile, ordinabile, è in un primo momento una forma  di presenza.

Le forme di presenza sono tracce che si intrecciano l'una con l'altra, si intersecano l'una con l'altra, si trasformano l'una nell'altra.

Il loro agire non sempre fornisce abbastanza informazioni, al momento, per essere sempre documentabile in strutture ordinabili.

Le forme della presenza - la definizione " forma di presenza" non è altro che un trucco espositivo, non vuole avere particolari suggestioni filosofiche - sono documentabili e definibili come " reticolati di informazioni ", " clusters di presenze".

Purtroppo molto spesso si tratta di reticolati complessi che non compaiono in nessun spazio definibile o di clusters la cui attività è segnalabile e localizzabile da qualche parte e tuttavia appaiono vuoti.Ci si trova sempre più spesso in presenza di presenze che agiscono e appaiono in modo ricorrente ma non misurabile.

Da un punto di vista concettuale è sufficiente affermare che un ordine può essere tale, nonchè numerabile e prevedibile se è, a certe condizioni, conforme ad alcune categorie logiche, quali l'esatta ricorrenza, la possibilità di essere oggetto e soggetto, la scalabilità.

Si può aggiungere che se l'ordine scaturisce da forme di presenza, dal loro interagire, allora l'ordine è tale se è mappabile, reticolare e , soprattutto sviluppa numeri interpretabili come indice dell'interferenza delle interazioni tra forme.

Semplicemente: se l'interazione tra forme appare in modo descrivibile, la descrizione  può essere definita come l'esatta misura dell'interferenza fra interrelazione fra forme di presenza.

in pratica qui si sta cercando un metodo per creare un ponte tra l'ordine e ciò da cui esso proviene.

L'ordine proviene da aree nelle quali si svolgono operazioni non identificabili correttamente.

La correttezza vuole indicare la perfetta ripetibilità di quelle operazioni in termini di ordini.

Si sa che delle operazioni avvengono.

Non si sa se esse sono abbastanza uguali da essere considerate come fenomeni di ricorrenza all'interno di un qualche ordine dotato di una possibile stabilità.

Il fatto che una operazione tra forme di presenza appaia come ordinabile potrebbe, ovviamente, anche essere del tutto casuale.

Certo è che, nella sua casualità, quando quella operazione viene rappresentata come qualcosa di ordinabile, quell'ordine funziona.

Deve essere chiaro che la struttura ordinata rappresenta una operazione tra  forme le quali non sono conoscibili.

In pratica si usa un termine per indicare qualcosa che non appare.

E quel termine può dare luogo ad automatismi potentissimi.

Un automatismo è qualsiasi dispositivo, concreto o astratto, che permette di determinare con massima probabilità l'accadere di altri eventi.

Un dispositivo si costruisce soprattutto tramite strutture logiche, gli eventi si costituiscono - per lo più - col buonsenso il quale decide di intravedere una stabilità ordinabile, ovvero qualcosa che può essere maneggiato tramite strutture logiche.

Il momento in cui il buon senso capisce di aver trovato qualcosa che può riconoscere e utilizzare come in qualche modo ordinabile è un momento utile, ma le cose si complicano quando il buon senso non ha abbastanza materiale da fornire alla logica.

E si ritorna ad avere a che fare con tracce, forme di presenza, strutture che appaiono funzionare  in modo non ordinabile.