contare

La conoscienza che e' possibile definire, opera-si manifesta - mediante la definizione di moduli.

La conoscienza che è possibile definire è altro da ciò che si può percepire.

Il percepibile non ha strettamente a che fare col conoscibile e soprattutto non è qualcosa di modulabile.

La definizione di un modulo- attivita' che genera conoscienza- e' una attivita' praticabile che è soggetta a essere definita come volontaria da parte di chi la effettua.

La percezione, se mai sia un'attività avviene al di fuori di qualsiasi modulo definibile, quindi
non può essere voluta nè cercata.
Il linguaggio è una entità prettamente modulare.
Ciò che è modulare e modulabile, la forma della conoscienza umana, per esempio, è percepibile.
La percezione non è modulare, viceversa.
Si può dire, sebbene sembri paradossale, che la percezione è in contatto - forse molto di più, col linguaggio e con
la conoscienza modulare, mentre la conoscienza modulare non può conosciere la percezione.
La conoscienza generata dall' attività di definizione modulare non può dir niente circa la propria origine, ovvero circa l'origine del modulo, se non attraverso definizioni a loro stesse modulabili.
L'attività modulare umana fa parte di un contesto estremamente ampio che, per comodità espressiva, può essere chiamato il contesto della vita.
Di questo contesto essa è un fatto, uno fra tanti.
Ma essa, la conoscienza modulare, interpreta e vede i molti fatti della vita solo attraverso il proprio agire.
Ne scaturisce una visione alquanto limitata ( va detto che per quanto tale visione sia limitata non è certo facilmente conoscibile -modulabile ).
Il modulo e colui che lo genera si presentano alla coscienza modulare allo stesso tempo.
La coscienza modulare è una delle forme di vita che l'essere umano può conosciere.
Di fatto egli non solo la conosce, ma se ne avvolge e vi si immerge a tal punto da, molto spesso, non poter vivere altro.
Non è l'essere umano a decidere come e quando nasce il modulo inteso e come oggetto e come attività di conoscienza e coscienza.
Può essere indagata la densità informativa di un modulo e del modulare, ovvero quale può essere la conoscienza e coscienza minima ( o massima ) che può generare il modulo.

La matematica è l'attività del conoscere che cerca di trovare sempre nuove possibilità di esistenza per il modulo inteso come fatto definibile mediante altri moduli.

La logica spesso fornisce alla matematica intere tipologie di moduli nuovi, ma la matematica può generarne lei stessa di nuovi.

La matematica utilizza brillantemente ciò che la logica spiega e intuisce e spesso le strutture modulari che la matematica genera sono più convincenti di quelle generate dalla logica.

Non si intende certo parlare di un primato della matematica sulla logica.

Entrambe sono attività modulari, e i loro prodotti, come i loro presupposti, non sono altro che modulazioni di moduli che potrebbero eventualmente non essere ancora del tutto noti.

L'intuizione è ciò che è difficilmente modulabile ma che, prima o poi, sarà sicuramente modulabile.

Lo sviluppo e l'adozione di un modula da parte della cosienza modulare sono fatti volontari.

La cosa interessante da notare è che è possibile produrre strutture modulari così ampie da risultare non decicibili nè valutabili tramite i criteri modulari oggi esistenti, es. la società nel suo complesso, l'espressività di un'opera d'arte, la vita del cosmo.

Vale anche l'incontrario: strutture modulari molto limitate non sono di effettiva valutazione, per es. valutare le condizioni minime per definire l'insorgere di una stuttura modulare.

Sembra che esiste un qualche ordine di grandezza entro il quale la struttura modulare può dare l'illusione di dire qualcosa di vero- sicuramente può dire qualcosa di utile.

Al di fuori di quell'ordine di grandezza- definibile in termini modulari- i moduli prodotti non sono valutabili.

Che dire di questa posizione?

Cosa fare, eventualmente, di una forma di conoscienza e coscienza che serve solo entro certi limiti?

E' possibile mettersi d'accodo su tali limiti in modo pacifico?

Come limitare nella propria vita quotidiana l'utilizzo di forme di conoscienza e coscienza di validità ristretta?