Gli elementi della decisione e dello scopo per cui qualcosa agisce-viene agito,

sono decisivi per l'esistenza di una realtà simbolica.

In particolare in matematica, come in fisica, niente esiste in modo distaccato dal proprio scopo.

Il " proprio scopo" della matematica sta nell'attribuire una descrizione.

lo scopo primario della matematica non è determinare un oggetto di una descrizione.

Essa realizza il proprio scopo nel descrivere un' attribuzione.

Il valore della realtà simbolica tratteggiata dalla matematica diventa in effetti particolarmente raffinato nello slegare il dato dalla funzione, nelle rendere tutto funzione e niente dato.

Io-descrivo-il+descrivere-.

Naturalmente sto parlando di un sogno.

La dimensione applicativa della simbologia matematica trapela ovunque.

Non importa se mi trovo nella sofisticata realtà della matematica non lineare ma un soggetto simbolico che agisce simbolicamente lo devo pur sempre trovare.

Posso interpretare tutta l'attività simbolica della matematica come

la realizzazione di forme di orientamento e di movimento.

Posso dire che la matematica non è interessata a determinare la differenza fra orientamento e movimento o, essa,

li considera come degli enti eseguibili non necessitanti di definizione poichè dati per reali e definiti intuitivamente.

In realtà la matematica, come il linguaggio parlato e scritto, non dispone di sufficienti determinazioni atte a chiarire le entità che fa agire.

Esse appaiono all'esistenza come dal nulla.

In realtà esse fondano la loro esistenza su realtà loro attribuite ma non dette, una sorta di leggi non scritte e non scrivibili ma presenti e funzionanti nel corpo umano a un livello non verbalizzabile.

Se la realtà simbolica della matematica poggia su un substrato di elementi non verbalizzabili, chi mi può tutelare da stravaganze e stupidaggini matematiche?

Se il concetto del movimento non è proprio della matematica e della sua logica, di certo le appartengono i concetti di definizione e di orientamento.

Attorno ad ogni definizione viene definito un certo campo d'azione, una sorta di meta-.funzione che si si definisce nell'interezza del sistema matematico senza dir nulla circa la definizione della definizione.

Gli operandi della matematica, le sue funzioni provocano mutamenti all'interno di una approrpiata struttura simbolica, mutamenti che sviluppano immagini, mutamenti che indicano mutamenti di posizione senza che entri mai a far parte di tali mutamenti un concetto di moto ben definito.

Stranezze della matematica.

Posso fare matematica solo perchè prima di fare matematica io concepisco il movimento e numerosissime forme di mutamento, quantità, qualità, direzione, colore, dimensione, limitazione, ecc..

Se  fossimo davvero consapevoli del fatto che la matematica è una forma cosciente di investigazione di ciò che un attimo fa è stato percepito, avremmo sicuramente in esistenza un corpus matematico ben diverso da quello che conosciamo.