Il contingente è l'unico ambito ove l'attività del definire sia attendibile.
La caratteristica di tale ambito è che non può essere definito ma
 può essere percepito.
Il contingente è un ambito di trasformazione e attraverso 
la sua trasformazione se ne capiscono i limiti, che quindi, possono essere
detti ,in modo estremamente scorretto, esterni all'ambito della definizione.
Non è possibile definire il contingente poichè questa definizione, e il 
concetto stesso di contingente,
provengono da un luogo che è stato definito ed esteso oltre i limiti del definibile.
Il contingente , come area di esistenza, non esiste.
Esiste la possibilità di effettuare qualche definizione, niente di più.
Sembra che il limite che definisce l'essere umano è la sua necessità di 
vivere a stretto contatto  con l'attività del definire.
Da migliaia di anni si vive esclusivamente all'interno di ambienti 
eccessivamente definiti,
La espressione "eccesso di definizione"  sta a indicare l'attribuzione di 
esistenza a una immensa realtà che può esistere -e di fatto esiste- 
solo all'interno delle definizioni umane.
Le definizioni stabiliscono criteri secondo cui qualcosa di definito appare
ora in modo continuo ora in modo discontinuo.
Alla trasformazione, evento che può essere percepito e vissuto ma non definito,la definizione 
sostituisce la differenza, complessa relazione che riesce a unificare
ciò che difficilmente può essere percepito come unitario ed universo e, più
in generale, la differenza è il il principale elemento utilizzato per definire 
 qualcosa in modo ordinabile.
La differenza,contrariamente a quel che può sembrare ad una prima analisi,
è una operazione che può essere usata, parlando in termini generici e generali,
 in modo estremamente transitivo,  per assimilare ciò che non coincide,
per vivere l' invivibile , per ingannare, per unire l'apparenza di una sensata
distinzione con  i criteri di una unica e nascosta metodologia che 
 non deve rilevare quella distinzione.
La differenza, se viene definita e usata al di là di alcuni limiti (che 
 appaiono molto difficili da essere percepiti e vissuti),
diventa lo strumento di definizione migliore per creare
un falso aspetto  di distinzione laddove viene, in modo nascosto e deforme,
creata una struttura talmente continua e uniformante da diventare 
metodicamente maniacale, dotata di
 una capillarità e vastità di estensione ancora del tutto ignota.
Non è detto che ci si possa comportare in modo diverso da quanto descritto.