Per logica si intende la disciplina del definire le modalità di definizione.

L'essenza della struttura, il fine della struttura ( ma non lo scopo originario della struttura che potrebbe anche non esistere) è la sua capacità di definire qualcosa in modo tale che quel definire sia interscambiabile.

Oltre alla logica  che usa come principio guida la distinzione tra vero e falso, possono esistere molte altre ligiche.

Come concetti fondanti una logica si possono utilizzare le distinzioni fra alcuni tipi di colori, suoni, comportamenti psicologici, modalità di trasformazioni di determinate logiche in altre logiche, distinzioni fra concetti che distinguono determinate esistenze sociali.

La presenza di una distinzione come elemento fondante una logica indica l'esistenza di una compresenza di elementi a cui viene determinato un determinato ordine nel loro manifestarsi al fine di comprendere e comunicare una determinata realtà. Tale compresenza può essere definita come la strategia della assenza programmata: l'assenza di un elemento determinato è altamente significativo e indica l'esistenza di un altro elemento determinato.

Naturalmente al variare del tipo di logica varia la tipologia di senso che si attua;ciò che è contraddittorio e inammissibile in una determinata logica può diventare del tutto normale in un'altra logica.

Ogni logica dispone di aree proprie che risultano essere indecidibili, il che significa che ogni logica presenta dei limiti espressivi precisi oltre i quali il proprio uso diventa privo di scopo.

Lo scopo di raggiungere un senso definisce la realizzazione di un determinato ordine ( che spesso, come principio fondante di quell'ordine, risulta essere percepito come qualcosa di semplice).

Ogni senso che viene rappresentato dispone di un qualche tipo di ordine logico indipendetemente dal fatto che ci si riferisca alle rappresentazioni della logica scientifica, o a rappresentazioni di immagini, sonore, psicologiche, sociali.

Alcuni tipi di logiche, quelle praticate nel settore artistico e religioso, praticano molto spesso la rappresentazione del tentativo di comunicare l'esistenza di realtà non strutturabili, non rappresentabili, ma percepibili. Così facendo esse praticano l'interessante strutturazione del concetto di definizione-di-ciò-che-esiste-oltre-il-rappresentabile. Anche nel caso di tale concetto bisogna rammentarsi sempre che la struttura è una pallida emulazione della realtà, ciò che esiste nella percezione è sorprendentemente e profondamente diverso da ciò viene definito nella struttura. Ritenere vera anche un solo attimo una emulazione della realtà prodotta dalla struttura allontana in modo drammatico dalla percezione.