La consistenza reciproca dei dati e delle funzioni che li compongono e manipolano è data dal fatto che un dato possa avere effetto su un altro dato, che una funzione possa avere effetto su una certa quantità di relazioni e di dati

Probabilmente la maggior parte dei dati e delle funzioni costruibili attorno ad essi è del tutto indifferente ad altri dati e altre funzioni.

Le stesse funzioni, gli stessi dati, in determinate condizioni non riconoscono l'esistenza di dati e di funzioni cui normalmente dovrebbero reagire.

Si potrebbe essere portati a ritenere possibile il montaggio di determinati contesti in cui valgono determinate persistenze di alcune proprietà di dati e funzioni.

Per la passione di mantenere una certa coerenza fra una dimensione fisica e una D matematica è appropriato dire che la presenza di determinate circostanze, matematiche o fisiche che siano, creano delle tendenzialità, ovvero caratteristiche descrivibili simbolicamente e per lo meno riosservabili fisicamente almeno un'altra volta - un'altra volta vale tanto per il simbolismo matematico che per l'accadere fisico.

La tendenzialità può avere svariatissime caratteristiche, compreso il fatto che essa sia o non sia spaziale e che la sua temporalità sia istantanea, ricorsiva, infinita.

Le tendenzialità fra loro si possono ignorare adeguatamente, non casualmente.

Le loro interconnessioni, se esistono, sono oggetto di studio e di varie osservazioni.

E'notevole poter osservare la presenza di interi sistemi matematici la cui validità nell'interpretazione fisica valga solo per un istante, dopodichè il sistema è inutile per sempre.

La consistenza di un dato simbolico è un concetto sul quale poco si è indagato.

Il fatto che del dato e col dato molto si dica e si faccia è cosa nota.Sono note anche le possibilità di speculare sulla origine del dato e sulla tipologia dei dati possibili.

Ma il fatto che esso ,a un certo momento, per l'essere umano ,sia, e che in qualche modo operi, vuol dire che esso dispone di ambiti di esistenza propri che non dipendono dall'agire umano.

Se il dato o la funzionalità ad esso attribuita risponde all'umano non è per decisione dell'umano ma perchè il dato stesso è vivente indipendentemente dall'esistenza umana.

L'umano tratta questa sorta di esistenza come dato; quella strana esistenza appare all'umano come dato.

Quel suo apparire e funzionare fra le mani umane io chiamo consistenza.

Naturalmente ormai siamo tutti pronti a ritenere che questa consistenza non sia costante ed eterna ma sia estremamente mutevole, come qualità e quantità si potrebbe dire.